Unidav, scattano i sequestri: due indagati

26 Luglio 2018

Torrevecchia: finanza e carabinieri anche alla Fondazione e alla filiale Bper. L’inchiesta è per appropriazione indebita

CHIETI. Scatta l’inchiesta della Procura di Chieti sull’università telematica Leonardo da Vinci. Da due giorni carabinieri e finanza perquisiscono e sequestrano documenti nella sede Unidav a Torrevecchia Teatina, in quella della Fondazione d’Annunzio (che ha creato la telematica per conto della d’Annunzio) e nella filiale teatina della Bper, dove l’Unidav ha il proprio conto. Due giorni fa i controlli in banca, ieri ci sono stati invece quelli nelle due sedi di Fondazione e Unidav. Alla Fondazione sono stati acquisiti documenti che riguardano i rapporti tra la Fondazione stessa, l’Unidav e la Sevs, l’università slovacca scelta come partner istituzionale dell’ateneo telematico. La fondazione è attualmente gestita dal presidente Luigi Capasso, che per statuto è anche presidente Unidav, funzione che però non ha mai assunto. «Il rettore e io abbiamo ritenuto che non avrei potuto sedere in un Cda che stava prendendo iniziative anomale», commenta Capasso, «come ad esempio approvare una modifica dello statuto senza farla passare in Fondazione». Sia lui che il rettore della d’Annunzio Sergio Caputi si sono già rivolti in Procura con una serie di esposti su alcune operazioni che ritenevano poco chiare. Stessa cosa, ma su temi diversi, ha fatto anche il rettore Unidav, Franco Cuccurullo. Una guerra di denunce e ricorsi, anche da parte dei membri del Cda, che però ha avuto già un primo importante risultato: il vecchio Consiglio d’amministrazione Unidav, esautorato dalla Sevs, torna ad avere pieni poteri, per decisione del tribunale civile. Una vittoria per Cuccurullo e per l’ex presidente del Cda fatto fuori, Tommaso Marvasi, che hanno intentato il ricorso d’urgenza dopo che, il 19 luglio scorso, il Cda Sevs presieduto da Lorenza Zampedri ha sfiduciato 9 consiglieri Unidav e rinominato altri 9, mettendo alla porta i quattro che l’avevano messa in minoranza nel Cda del 4 luglio.
Quanto all’inchiesta della Procura sarebbero due gli indagati, accusati di appropriazione indebita di circa un milione di fondi Unidav. Dice a riguardo Marvasi: «In forza di un atto penale inerente indagini verso un componente il consiglio di amministrazione Unidav e verso un ex funzionario dell’università, ufficiali di polizia giudiziaria su disposizione della Procura di Chieti hanno proceduto ad estrarre copia di numerosi documenti e dati elettronici dai computer dell’ateneo. In mancanza delle persone che si erano qualificate legittimi rappresentanti dell’università telematica, la polizia giudiziaria ha ricevuto piena collaborazione dal rettore, immediatamente delegato dal sottoscritto, e da Antonio Cilli, consigliere di amministrazione, responsabile informatico dell’ateneo».