«Unione delle questure La sicurezza è a rischio»

Il Siulp si dice preoccupato per un territorio già depauperato di diversi presidi e annuncia forme di protesta: abbiamo difficoltà a mettere uomini sulla strada
CHIETI. «L’accorpamento di prefetture e questure compromette la sicurezza nella provincia di Chieti, già fortemente depauperata di vari presidi di polizia». A dichiarare la propria contrarietà all’annessione della prefettura teatina a quella di Pescara che corporterebbe di conseguenza anche l’unione delle questure, è il segretario generale provinciale del Siulp, il sindacato più rappresentativo all’interno degli uffici di polizia teatini, Francesco Morgante.
A scendere in campo sono quelli impegnati in prima linea a mantenere la sicurezza che trova i punti più esposti alla malavita proprio verso il sud della provincia, area geografica fornita solo di due commissariati e peraltro alle prese con la recente emergenza migranti.
«Noi siamo particolarmentecontrari a questa ipotesi perché con la fusione del personale si presenteranno difficoltà oggettive a mettere gli uomini sulla strada con una forte compromissione della sicurezza del territorio» osserva Morgante.
Il Siulp, nell’esprimere forte preoccupazione per questo provvedimento, che per quando, sia pure a lungo termine, comporterà una riduzione del personale attualmente disponibile, ricorda come la provincia di Chieti abbia già dato in questo senso con la chiusura dei vari presidi, come la Polizia Ferroviaria a Vasto, la polizia stradale di Ortona e l’annessione degli uomini e delle donne della polstrada di Vasto alla questura.
«Non possiamo non sottolineare che la provincia di Chieti è una delle più estese d’Italia, con 104 comuni da tenere sotto controllo», osserva Morgante, «abbiamo solo due commissariati e durante l’estate la popolazione aumenta considerevolmente».
Morgante annuncia quindi importanti azioni di protesta nell’immediato e la richiesta di un incontro urgente con Comune, presidente della Regione e prefetto. Il segretario generale del Siulp provinciale si chiede se la provincia di Chieti sia stata adeguatamente rappresentata nei governi centrali.
Ma alla fusione delle prefetture con la sparizione di fatto di quella di Chieti, preoccupa anche gli amministratori sono preoccupati. Molto. Ma altrettanta la voglia di combattere. Perché questa volta in gioco c'è la difesa del territorio. Un territorio di confine che ha bisogno di cure e attenzioni. La soppressione della Prefettura di Chieti è ritenuta da tutti gli amministratori del Vastese una iattura da evitare in ogni modo.
«La notizia mi ha lasciato sconcertata. É lo Stato che arretra. Una decisione deprecabile che va combattuta con ogni mezzo», afferma Tiziana Magnacca, sindaco di San Salvo. «In un momento così delicato sopprimere la prefettura significa abbandonare il meridione d'Abruzzo. La provincia di Chieti è la più grande e la più ricca di storia, ma è anche la più vulnerabile. Va difesa. Negli ultimi tempi sono successi fatti molto preoccupanti ai quali la prefettura ha posto rimedio in modo eccellente. Guai sopprimerla».
Identica l'opinione di Giuseppe Masciulli il sindaco di Palmoli. Masciulli alle prese con l'inserimento degli immigrati e con un preoccupante aumento di furti ha avuto nel prefetto un attento interlocutore. «La prefettura di Chieti ha ascoltato i nostri problemi e disposto servizi notturni delle forze dell'ordine. Guai se dovessimo perdere un presidio fondamentale per l'intera provincia e per il Vastese in particolare», dice il primo cittadino di Palmoli.
Si definisce allibito il sindaco di Villalfonsina, Mimmo Budano. « Il ruolo della prefettura è primario per un territorio. Il Vastese finirebbe nel calderone della prefettura di Pescara in un momento delicatissimo. La prefettura è la presenza dello Stato.
Migranti, certificati antimafia, sicurezza e vivibilità di un territorio sono questioni di estrema importanza. No agli accorpamenti», dice Budano. «Siamo in attesa delle decisioni del sindaco di Chieti, Di Primio e pronti ad unirci a lui nella lotta contro questa ingiustizia».
In Sri Lanka per motivi personali il sindaco di Celenza sul Trigno, Andrea Venosini ha inviato da lontano il suo messaggio.
«La soppressione della prefettura di Chieti rappresenterebbe una grave perdita per il territorio e soprattutto per le piccole realtà comunali in quanto presidio di governo sensibile e capace di creare risolutivi tavoli di confronto sulle problematiche relative alla nostra realtà territoriale. Siamo davvero molto preoccupati per quello che potrebbe derivare dall'accorpamento».
(ha collaborato
Paola Calvano)
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