Università, sì ai bilanci dopo due anni di stop

11 Novembre 2017

La fondazione della d’Annunzio approva i conti del 2015 e del 2016 Il presidente Capasso: «È iniziato un nuovo corso». Caputi: «Istituzione solida»

CHIETI. La Fondazione d’Annunzio rientra nella normalità. Dopo due anni in cui non era riuscita ad approvare i propri bilanci, il nuovo presidente Luigi Capasso ha risolto l’impasse. Il Consiglio d’amministrazione ha infatti appena approvato i conti del 2015 e del 2016 e ora provvederà ad inviarli al prefetto, così come prevede la norma di settore che assoggetta le fondazioni universitarie al controllo governativo. Era stata proprio la prefettura di Chieti a segnalare al nuovo rettore Sergio Caputi che la Fondazione non riusciva ad approvare i suoi bilanci. Caputi aveva messo mano ai problemi iniziando col nominare un uomo di sua fiducia come Capasso al vertice dell’organismo.
«In questo modo La Fondazione d’Annunzio può rientrare nella normalità amministrativa», spiega il presidente Capasso, «e può riprendere pienamente le sue attività istituzionali».
L’organismo si muove all’interno del mondo universitario come una sorta di “braccio operativo” dell’ateneo. «Il suo ruolo», spiega infatti il presidente, «come accade nella maggioranza delle altre università, deve tornare ad essere quello primario di individuazione e recupero di capitali destinati alla ricerca. Per questo e per gli altri obiettivi istituzionali suoi propri», ha concluso il presidente della Fondazione, «sono necessarie due condizioni: il ripristino dei corretti rapporti fra Fondazione e Università e la ricostituzione di una solida credibilità istituzionale. L’una è il presupposto che viene dal nuovo corso della vita accademica, l’altra è garantita dal mio impegno personale e dalle qualità già presenti in questa istituzione».
«Il ritorno ad una piena serena attività della nostra Fondazione non solo è una delle buone notizie che andiamo registrando da qualche mese a questa parte in questo momento di rilancio della d’Annunzio», ha commentato il rettore, «ma è un fatto importantissimo, ricco di concretezza e di solidità istituzionale oltre che di grandi aspettative sul piano della ricerca che si va attuando e si svolgerà in questo ateneo».
Ripartita la Fondazione, ora si dovrà mettere mano alla risoluzione del contenzioso milionario con l’università. Anche su questo piano c’è già un’ipotesi di accordo, che ha come obiettivo comune quello di salvaguardare - anche dal punto di vista economico - sia la fondazione che l’ateneo. La proposta di accordo è già stata portata al vaglio di Senato accademico e Consiglio d’amministrazione senza trovare intoppi. Ora si dovrà solo renderla concreta. (a.i.)