Università, scontro tra dg e il senatore

16 Gennaio 2016

Scambio di mail al veleno inviate a tutti i dipendenti dopo il bando per la nomina del giornalista per l’ufficio stampa

CHIETI. A leggere la documentazione che in queste ultime ore ha viaggiato via mail, per raggiungere i vertici e tutto il personale dell'ateneo d'Annunzio, si ha la misura di quanto sia diventata avvelenata l'aria che si respira all'interno della università. Ma procediamo con ordine, documenti alla mano.

La prima mossa è di Goffredo De Carolis, componente del Senato Accademico che il 10 gennaio invia un "Avviso interno di chiarimento per il conferimento di un incarico avente per oggetto attività di comunicazione".

In pratica si tratta di ripristinare all'interno della università una via di comunicazione con l'esterno, dopo che la soppressione dell'Ufficio Stampa, a suo tempo deciso, non ha certo agevolato i rapporti dell’ateneo con il territorio. In merito a questa iniziativa De Carolis, segretario generale del sindacato Csa Cisal Università, chiede al rettore una serie di chiarimenti sulle procedure e sugli scopi che l'hanno originata. A rispondere però, a stretto giro, il 12 gennaio, sulla "legittimità dell'emanazione e la regolarità dell'atto" non è il Rettore Carmine Di Ilio, ma il direttore generale Filippo Del Vecchio che non comincia certo offrendo un mazzo di fiori.. Infatti si legge nella lettera che è stata inviata ai membri del Senato, a quelli del Cda e a tutto il personale universitario, questo inizio: «Premesso che né il sottoscritto (Filippo Del Vecchio ) né il Rettore ( Carmine Di Ilio) credono che chi scrive e chi firma questi documenti siano la stessa persona, facciamo un paio di considerazioni sulla figura del firmatario che spesso scrive su argomenti che sono palesemente estranei al suo ruolo si rappresentante in Senato del PTA».

Dopo questa palese delegittimazione dell'interlocutore Del Vecchio entra nel merito della vicenda sostenendo la piena legalità dell'atto del rettore per chiudere così: «Il tempo delle improvvisazioni che hanno visto in questo Ateneo firmare contratti e fidejussioni milionarie al Cus, spostare ingenti somme alla Fondazione sottraendole al controllo pubblico, erogare a ignari e innocenti dipendenti somme senza copertura, firmare contratti cococo per migliaia di euro a dipendenti di ruolo (reato penale), rilasciare lauree con otto esami- tre abilitazioni. Discussioni in mezza giornata, pagare prestazioni professionali a dipendenti titolari di partita Iva, detenere posizioni incompatibili ecc. è finito da ormai più di tre anni».

E' di oggi la replica di De Carolis che scrive tra l'altro: «La conferma della triste realtà che l'Ateneo è dilaniato da una guerra dell'attuale vertice contro la precedente Amministrazione è tutta nella frase finale di Del Vecchio "il tempo delle improvvisazioni...è finito". Ma chi ha scritto questa frase tiene conto che proprio lei Rettore è stato un uomo di governo e di potere dal 1993 al 2012 e che proprio grazie a questa lunga esperienza è stato eletto Rettore?».

Ed ancora «Del Vecchio non sa che Di Ilio, su delega espressa dall'allora Rettore, ha firmato la fidejussione al Cus. E' stato vice presidente della Fondazione dalla nascita nel 2003 fino al 2013. E' presidente del Comitato dello sport dal 1999 a tutt'oggi... La sa Del Vecchio che Di Ilio ha deliberato, come presidente del Comitato per lo sport, tutto ciò che lo stesso Cus ha realizzato, acquistato o affidato?».

Infine De Carolis solleva la questione della mancata ratifica dal parte del Senato Accademico del contratto di lavoro di Del Vecchio arrivando a sostenere che «l'università è senza direttore generale» dal primo novembre e invita il Rettore a uscire dalla «sbando» dell'Ateneo o a dimettersi.