Universitario trovato morto a 29 anni

7 Aprile 2023

Antonio Corrado, studente fuori corso di Medicina, si è tolto la vita in casa. Le motivazioni in 42 pagine di un block notes

CHIETI. Il peso di non riuscire a portare a termine gli studi di Medicina. La pressione sociale che diventa ansia e malessere. E poi la sensazione di “fallimento” che investe i diversi ambiti della sfera personale, nonostante i suoi 29 anni e tutta la vita davanti per acquisire consapevolezza e costruire un futuro felice. La storia di Antonio Corrado, studente dell’università d’Annunzio originario di Manduria, in provincia di Taranto, trovato senza vita ieri pomeriggio intorno alle 16 nella sua casa in via Bari, nella zona del Villaggio del Mediterraneo di Chieti scalo, racconta il disagio di una generazione schiacciata dal mito dell’eccellenza, che spesso non trova il coraggio di chiedere aiuto.
Le motivazioni del gesto sono affidate a 42 pagine di un block notes. Lo studente di Medicina, fuori corso da qualche anno, le ha scritte di getto prima di decidere di farla finita. Lo ha trovato così la sorella, anche lei studentessa di Medicina alla d’Annunzio, che condivideva con lui l’appartamento e le difficoltà del percorso di studi: quando ha varcato la porta d’ingresso, lui era ormai senza vita. Inutile la corsa dell’ambulanza del 118: i medici e gli operatori sanitari, una volta arrivati in via Bari, a una manciata di metri dalle case degli universitari al Villaggio del Mediterraneo, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sul posto anche la squadra volante e la polizia scientifica per i rilievi. La salma è stata poi portata all’obitorio ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti medico legali.
Dalle prime ricostruzioni, legate soprattutto ad alcuni passaggi della lettera-confessione lasciata da Antonio Corrado, emerge un quadro generale di malessere di un giovane adulto, una sofferenza ingigantita dal peso della laurea mancata alla facoltà di Medicina dell’ateneo teatino. Era in ritardo con la tabella degli esami, due in particolare lo avrebbero bloccato, e per questo avrebbe anche mentito ai genitori che, ieri pomeriggio, subito dopo la tragica notizia, si sono precipitati da Brindisi a Chieti. La verità è che il 29enne si sentiva in qualche modo inadeguato, fuori posto in un mondo votato alla celebrazione della retorica dell’eccellenza. Ma non solo: oltre alla carriera universitaria, il giovane ha ricostruito in 42 pagine i contorni di una vita che lui stesso bollava come «inconcludente» e quindi «inutile», non degna di essere vissuta. Una vita che, invece, avrebbe semplicemente dovuto contemplare la necessità di rallentare.
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