Università, niente tasse per gli studenti ucraini

4 Marzo 2022

Il rettore Caputi annuncia: ecco 300mila euro per i ragazzi in fuga dalla guerra Ed è già pronto il piano di accoglienza della d’Annunzio: «Alloggi gratuiti» 

CHIETI. Niente tasse universitarie e alloggio e vitto gratuiti per i ragazzi ucraini che hanno intenzione di studiare alla d’Annunzio. È il programma di accoglienza degli studenti in fuga della guerra voluto dall’università guidata dal rettore Sergio Caputi, che ha ottenuto un fondo di 300mila euro (100mila annui per tre anni) per sostenere i giovani ucraini.
«È un programma di aiuto concreto», ha detto il rettore, «lo avevamo già fatto con gli studenti afgani e lo abbiamo riproposto anche ora». Il rettore ha avuto modo di annunciare la nuova misura nel corso del convegno che si è svolto ieri mattina nel campus universitario teatino, che ha visto un ampio e articolato confronto tra mondo accademico e istituzioni europee sul tema “Riflessioni sul rapporto delle politiche sociali con l’Unione europea”. L’appuntamento, che si è svolto nella doppia modalità in presenza e via web, è stato organizzato dal corso di laurea triennale in Servizio sociale dell’ateneo in collaborazione con il centro Europe direct Chieti e col dipartimento di Economia aziendale della d’Annunzio. L’incontro ha visto oltre ai saluti del rettore anche quelli del presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che ha inviato una lunga lettera. Dopo la prolusione del presidente della commissione per gli Affari costituzionali dell’Europarlamento, Antonio Tajani, collegato via web, sono intervenuti il docente Roberto Veraldi, presidente del corso di laurea in Servizio sociale della d’Annunzio, Antonio Maria Rinaldi, membro della commissione Econ dell’Europarlamento, l’eurodeputato Fabio Massimo Castaldo, componente nella commissione per gli Affari esteri e il docente Vincenzo Corsi, presidente del corso di laurea in Politiche e managment per il welfare della d’Annunzio. Le conclusioni sono state affidate al docente Luigi Gui, coordinatore della sezione Ais di Politica sociale nonché docente di Servizio sociale all’università di Trieste. I parlamentari europei hanno condiviso la necessità di cambiare le proprie politiche e strategie per rispondere alle gravi emergenze da affrontare. Lavoro, sanità e protezione sociale: in tutti questi ambiti, hanno concordato gli eurodeputati, occorre rafforzare le politiche comunitarie.
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