Università, votano oltre 27mila studenti

19 Novembre 2014

Scaduto ieri il termine per le liste: sono quattro. La grande novità è la scomparsa delle urne: le preferenze si fanno on line

CHIETI. Sono 27mila gli studenti universitari della “d’Annunzio” al voto il 26 e 27 novembre per il rinnovo delle rappresentanze nella Consulta degli studenti, nel Consiglio d’amministrazione e nel Senato accademico. A marzo scorso si era votato per il rinnovo delle rappresentanze in seno a dipartimenti, corsi di laurea, Adsu, Cus e Conferenza Regione-università. Questa volta, invece, tocca alla governance dell’ateneo, rappresentata da Cda e Senato. Il termine per la presentazione dei candidati è scaduto ieri. Quattro le liste in campo. Tre sono stranote: 360 gradi, Azione universitaria e Lista Aperta. Una, invece, è inedita e fa riferimento all’Esap, associazione studentesca nata nella facoltà di Ingegneria edile di Pescara. Seggi aperti, metaforicamente parlando, dalle 9 di mercoledì 26 alle 21 di giovedì 27. In realtà, ed è questa la vera novità, non ci sarà alcun seggio. Tutto viene fatto on line. La decisione è della dirigenza universitaria che l’ha presa senza consultazione, motivandola con ragioni di risparmio di tempo e soldi. Qualche dubbio sulla tenuta del sistema informatico c’è, nonostante il fatto che si sia deciso di approntare una linea wireless interamente dedicata al voto. Possono votare tutti gli studenti regolarmente iscritti, ovvero che abbiano provveduto al pagamento della prima rata entro il 5 novembre. Tolti i laureandi e quelli in ritardo con i pagamenti, dovrebbero essere in 27 mila.

360 GRADI. L’associazione che alle elezioni di marzo ha fatto il pieno di consensi è 360 gradi. «Da qualche anno siamo diventati i primi in ateneo ma non è stato sempre così – dice la referente Laura Contestabile – non abbiamo riferimenti a livello nazionale ma siamo ben radicati sul territorio, forse anche grazie alle tante iniziative che organizziamo, come Strade Musicali, per citare solo la più nota». L’associazione si presenta con un programma di dieci punti. Quello principale riguarda la richiesta di cambiare il nuovo sistema del pagamento delle tasse introdotto quest’anno. Il sistema prevede una integrazione tra reddito e merito per accedere alle riduzioni. Ciò che non va bene per 360 gradi sono le cinque fasce di reddito individuate, che, invece, dovrebbero essere molte di più, in modo da non accomunare tra loro casi diversi.

AZIONE UNIVERSITARIA. L’associazione studentesca, in mano da 20 giorni a un commissario, Caterina Ventarola, sebbene sia arrivata seconda alle elezioni di marzo, non ha rappresentanti nel cda. «Questo significa che i progetti presentati non hanno trovato ascolto a livello dirigenziale. Abbiamo fatto una ricerca su come sono stati spesi i fondi per le associazioni universitarie – ha detto Nicola D’Ambrosio, referente per Chieti – risulta che 61.649 euro sono andati alle iniziative di 360 gradi, 17.870 a quelle dell’associazione Le differenze, 15.621 ai progetti dell’associazione Erga Omnes, 13.500 a quelli del gruppo La Mala Education e 10.333 a quelli di Lista Aperta. Zero euro per le nostre sei proposte». “Non abbiamo fondi – si legge su un volantino di AU – ma abbiamo gambe e fiato fin che vuoi».

LISTA APERTA. «A Lista Aperta – spiega il referente Nicola Diella – stanno a cuore soprattutto i servizi agli studenti, che hanno subito forti tagli negli ultimi anni. Come ad esempio le borse 150 ore, che permettono agli studenti servizi di supporto negli uffici e nelle segreterie in maniera remunerata. Chiediamo di invertire questa rotta, così come auspichiamo mete più appropriate per l’Erasmus, perché si possa studiare in università davvero qualificanti, e legami più stretti con le aziende del territorio, in modo da poter essere meglio inseriti nel mondo del lavoro».

INFINE ESAP. L’associazione Esap, presieduta da Pasquale Caccavo, al suo debutto elettorale si presenta con lo scopo di portare Ingegneria all’interno degli organi decisionali dell’ateneo.

L’associazione ha già presentato diversi progetti che mirano a una cultura urbana dell’integrazione, alla realizzazione di incubatori di idee, di guide universitarie e persino di biciclette low cost.

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