Uno studio per progettare la città del futuro

23 Gennaio 2023

Tre giorni di interviste e indagini su Chieti, il consigliere Raimondi: «Sarà un documento strategico»

CHIETI . Uno studio su cui basare le scelte per il futuro della città. È stato redatto attraverso tre giorni di interviste e di indagini sulla città svolte dai ricercatori dell’Associazione Mecenate 90, in collaborazione con l’Istituto Tagliacarne di Unioncamere, finalizzate alla stesura del II Rapporto “L’Italia Policentrica. Il fermento delle città intermedie”, città che sorgono tra aree metropolitane e aree interne. I questionari sono iniziati con il sindaco e hanno coinvolto sia interlocutori politici che soggetti rappresentativi delle forze sociali, culturali ed economiche della città, scelti dai ricercatori secondo i parametri richiesti dal modello d’indagine.
«Abbiamo aderito a un’iniziativa rodata e portata avanti da esperti di settore», spiegano il sindaco Diego Ferrara e l’assessore Chiara Zappalorto, «per restituire dignità e futuro alle realtà che stanno a mezzo fra le città piccole e le realtà metropolitane. Questo potrà accadere attraverso progetti e piani strategici ad hoc che, in base alla fotografia che emergerà dal rapporto, potranno essere più puntuali e aderenti alle esigenze della città in questo momento». Chieti è oggi l’unica realtà abruzzese a entrare nel circuito nazionale. «L'amministrazione ha scelto di partecipare al Rapporto», spiegano sindaco e assessore, «perché siamo convinti che il policentrismo sia il tratto caratteristico del Paese e che le città non metropolitane rappresentino una straordinaria piattaforma di innovazione economica, sociale e in grado di generare uno sviluppo coerente con gli obiettivi del Pnrr».
A far inserire Chieti tra le 10 città oggetto di studio è stato il consigliere comunale Edoardo Raimondi: «La specificità e la storia del nostro territorio meritavano di entrare a fare parte di questa rete», dice Raimondi, «quando ho incontrato per la prima volta il presidente di Mecenate 90, l’amico Ledo Prato, ho subito pensato che questa fosse un’occasione da non perdere. I ricercatori hanno dato vita a un primo importante passo per costruire, una buona volta e in modo inedito, un vero percorso di partecipazione collettiva finalizzato a ridisegnare il futuro di Chieti. Il rapporto, una volta pronto, sarà consegnato al presidente della Repubblica e divulgato, naturalmente, anche nella nostra città». (a.i.)
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