«Urbano è in coma, aspettiamo che parli»

30 Dicembre 2017

Tentato omicidio di Natale. Gli avvocati del pugile ferito dal cognato: confidiamo nella magistratura

VASTO. Sono stabili anche se ancora molto critiche le condizioni di Domenico Urbano, 41 anni, il pugile ferito alla gola con due coltellate vibrate dal cognato, Francesco Orticelli, 54 anni, rinchiuso nel carcere di Torre Sinello. L’uomo sostiene di avere ferito Urbano per difendere la moglie picchiata dal pugile. Domenico Urbano per il momento non può replicare perché è in coma farmacologico. L’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto è perfettamente riuscito ma i tempi di ripresa sono lunghi. I medici attenueranno gradualmente l’azione sedante.
Per Domenico Urbano replicano con una nota, i suoi legali, gli avvocati Nicola Artese e Emanuele Ciuffi. «Confidiamo nella magistratura che farà piena luce su quello che è accaduto il 25 dicembre scorso». Artese e Ciuffi precisano che non intendono rispondere a provocazioni che potrebbero innescare un clima di odio «...e come avvenuto in altri casi accaduti nella nostra città», rimarcano i due legali, «ha portato a tragiche conseguenze. I processi si celebrano nelle aule di giustizia e non sui giornali o sui network», annotato gli avvocati di Domenico Urbano. «Sarebbe stato molto facile rispondere alle foto diffuse dai quotidiani con quelle del nostro assistito in coma farmacologico dopo la delicata operazione di suturazione e ricostruzione della vena giugulare. Solo l’audizione di Domenico potrà fare chiarezza sull’accaduto e accertare la responsabilità di tutte le persone coinvolte», concludono Nicola Artese ed Emanuele Ciuffi.
I protagonisti della vicenda sono stati ascoltati dai carabinieri. Il giudice Fabrizio Pasquale giovedì sera ha rigettato la richiesta di scarcerazione e, in subordine, i domiciliari per Orticelli non condividendo la tesi della legittima difesa. L’uomo, quindi, resta in carcere. È accusato di avere agito con determinazione usando nel corso di una colluttazione un coltello con una lama di 10 centimetri. Nel capo di imputazione è specificato che Urbano è vivo grazie ad un intervento chirurgico che ha fermato l’emorragia. I chirurghi gli hanno ricostruito la vena giugulare e il peduncolo tiroideo oltre ai muscoli dello sterno cleido-mastoideo. Il difensore, l’avvocato Giovanni Cerella, insiste però sulla involontarietà del gesto di Orticelli. «Ha reagito per difesa», ripete il penalista che annuncia l’intenzione di ricorrere al tribunale del Riesame contro il rigetto della scarcerazione. (p.c.)
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