«Urlano e spaventano anziani» Appello del condominio Ater

Petizione di trenta inquilini contro una famiglia indisciplinata che terrorizza il palazzo Residenti esasperati chiedono aiuto ai carabinieri e ai servizi sociali del Comune
CHIETI. Il condominio “Pacifico” a Filippone è ormai da tempo senza più pace. Una trentina di residenti delle palazzine Ater di via De Pasqua, che si trovano all’incrocio con via San Camillo de Lellis, hanno inviato ieri una petizione ai carabinieri, ai servizi sociali del Comune e all’Ater contro una famiglia che risiede in una delle tre palazzine Ater, la 19 A, il condominio “Pacifico” appunto. La famiglia, padre, madre, tre figli minori e una figlia maggiorenne, a detta dei residenti sta seminando il terrore. Le visite delle forze dell’ordine, infatti, non sono rare. Due giorni fa sono arrivati i carabinieri, perché i ragazzini “terribili” stavano disturbando anziani e disabili: con le bici sfrecciavano ad arte di qua e di là, rischiando di farli cadere da un momento all’altro. Il giorno prima, invece, è stata la polizia ad intervenire, chiamata per schiamazzi. Naturalmente, all’arrivo degli agenti, la famiglia in questione ha negato qualsiasi responsabilità e tutto è finito lì. Altri inquilini raccontano, invece, di atti vandalici che si sono verificati a danno di oggetti di loro proprietà dopo litigate con i membri della famiglia.
I residenti parlano di comportamenti scorretti anche a livello di igiene del condominio. Pare che la famiglia abbia trasformato, ad esempio, il garage in una sorta di discarica e che non abbia remore a trasgredire spesso e volentieri le regole della raccolta differenziata. A discapito, ovviamente, di tutto il condominio, sempre meno “pacifico” nei confronti dei nuovi inquilini che si sono trasferiti a Filippone dalle case Ater di Madonna degli Angeli. E così ieri mattina la signora Monica Toracchio ha presentato la petizione per riportare la pace tra i condomini. «L’abbiamo indirizzata, oltre che ai carabinieri e all’Ater, anche ai servizi sociali del Comune, perché la famiglia in questione è seguita proprio dai servizi sociali», spiega la Toracchio, «pensiamo che solo con una unione di forze tra i destinatari della petizione si possa riportare alla ragione queste persone e tornare a vivere in tranquillità».
«Il servizio sociale», si legge nella petizione, «nel corso delle visite domiciliari cerca di far capire ai figli che devono adottare un comportamento rispettoso nei confronti dei condomini, ma senza risultati evidenti, infatti loro danno ripetutamente fastidio con atteggiamenti irrispettosi nei confronti degli anziani, dei disabili e degli altri bambini residenti facendo molti dispetti. Ad esempio nei confronti degli anziani e dei disabili si divertono ad intralciare la loro deambulazione già insicura, passando con le biciclette sui loro arti inferiori. Sia i bambini che i genitori non seguono le regole del condominio riguardanti la pulizia, il rispetto dell’orario di riposo e tutte le regole attinenti a una convivenza civile. Creano disordine, usando un linguaggio poco edificante, i bambini sono “sollecitati” dai genitori a “molestare” anziani, disabili e bambini. Tanto che molti hanno rinunciato a scendere sotto i loro porticati per paura».

