Usura, chiesta la libertà per due arrestati
Operazione Repulisti. Interrogati dal giudice altri dei 18 indagati. Ma l’uomo chiave resta in Romania
VASTO. “Operazione Repulisti” della polizia: proseguono le indagini su 5 anni di usura ed estorsione ai danni di un ex operaio finito nel tunnel della droga e sfociate con 18 indagati. Contestualmente alla ricerca di altro materiale probatorio, i magistrati continuano gli interrogatori approfondendo aspetti utili a ricostruire l’inferno patito dal 40enne di Vasto dal 2014.
Ieri ha risposto a tutte le domande dei giudici, G.D.D., 42 anni. L’uomo ha fornito la propria versione dei fatti confutando diverse accuse. L’indagato era finito giovedì scorso agli arresti domiciliari con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione. Ieri nel corso dell’interrogatorio a distanza, non ha inteso avvalersi della facoltà di non rispondere. Assistito dal difensore, l’avvocato Angela Pennetta, ha raccontato la sua verità.
La stessa cosa ha fatto poi M.V., 46 anni, accusato invece di usura. Anche lui è assistito dalla Pennetta.
Al termine degli interrogatori, il legale ha chiesto per G.D.D. la remissione in libertà e in subordine la possibilità di andare a lavorare. Per M.V. ha invocato il ritorno in libertà.
Il gip Fabrizio Pasquale si è riservato di decidere entro 5 giorni. Il problema maggiore a questo punto è convincere uno dei presunti uomini chiave, dell’Operazione Repulisti, D.P., 47 anni, di Manfredonia, domiciliato a Gissi, a tornare in Italia. L’indagato colpito da ordine di arresto, è ancora in Romania. Lo scorso fine settimana sembrava intenzionato a rientrare subito a Vasto. In realtà non lo ha ancora fatto. La sua è una delle posizioni più delicate.
Fra oggi e domani intanto il gip Pasquale dovrebbe decidere se concedere i domiciliari a F.C., 37anni di Termoli, rinchiuso nel carcere di Larino. L’uomo, assistito dagli avvocati Francesco e Arnaldo Tascione, durante l’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Entro la settimana i giudici ascolteranno gli indagati che sono ai domiciliari, a seguire saranno ascoltati anche gli altri indagati, complessivamente 18 persone. La presunta vittima dei cinque anni di indicibili sofferenze, nel frattempo, è protetta dalle forze dell'ordine. (p.c.)
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