Usura, dimezzata pena all’ex gestore del night club

9 Aprile 2019

Pena dimezzata per Francesco Di Renzo, finito nei guai per una storia di soldi prestati a strozzo quando era gestore del night club Taix di Francavilla. La Corte d’appello dell’Aquila ha ridotto da 6...

Pena dimezzata per Francesco Di Renzo, finito nei guai per una storia di soldi prestati a strozzo quando era gestore del night club Taix di Francavilla. La Corte d’appello dell’Aquila ha ridotto da 6 a 3 anni la condanna nei confronti dell’imputato, 70 anni, difeso dall’avvocato Italo Colaneri: è restato in piedi un solo episodio di usura nei confronti di un uomo di 55 anni. I giudici di secondo grado hanno dichiarato il non doversi procedere per un altro caso di usura, riqualificato in appropriazione indebita «in quanto l’azione penale non avrebbe dovuto essere esercitata per difetto di querela», e per una tentata estorsione, perché il reato è prescritto. L’ultima contestazione aveva portato alla condanna in primo grado pure di un collaboratore di Di Renzo, Raffaello Vinciguerra, adesso “salvato” dalla prescrizione. Di Renzo «si faceva dare, o comunque promettere, dalla parte offesa, quale corrispettivo di un prestito di denaro di 8mila euro, a titolo di interessi usurari, la somma mensile di 200 euro, a fronte di ogni mille euro - vale a dire interessi del 20% - e così la somma complessiva di 1.600 euro al mese nonché la consegna di un assegno in bianco a titolo di garanzia». Per la difesa, il 55enne ha inventato tutto perché accecato dalla gelosia, avendo scoperto che lui e Di Renzo erano amanti della stessa donna. (g.let.)