Usura ed estorsione, due condanne
Pene di due anni e 8 mesi per un prestito a una commerciante
LANCIANO. Usura ed estorsione, tentata e consumata in concorso: arrivano le condanne, ma anche assoluzioni da parte del tribunale collegiale, per Guglielmo De Rosa, 52 anni di Lanciano, e Angelo Mastrangelo, 60 anni di Fara Filiorum Petri. Caso complesso che ha coinvolto anche una terza persona, già condannata, per un prestito usuraio di 50mila euro a una commerciante di Miglianico e a suo figlio che erano in difficoltà economiche. In cambio dei soldi, i due imputati avrebbero chiesto interessi del 100% annui. La negoziante avrebbe dovuto restituire ben 112mila euro. Ma la commerciante non riusciva sempre a pagare gli interessi così alti tanto che De Rosa e Mastrangelo l’avrebbero in più occasioni minacciata, anche di morte.
De Rosa era anche accusato di estorsione consumata perché, nel giugno 2014, dopo aver minacciato di morte la donna e i figli e di ritorsioni sull’attività, ottenne il pagamento di 25mila euro a fronte dei 35mila richiesti. Invece, per i giudici non ci fu alcun pagamento e lo hanno assolto da questo reato. La condanna a un anno e 8 mesi di reclusione e 500 euro di multa è arrivata per la tentata estorsione. La Procura aveva chiesto invece la condanna per tutti i reati contestati, ossia usura ed estorsione tentata e consumata, a 8 anni. Per Mastrangelo, la richiesta di condanna era stata di 7 anni, invece, i giudici lo hanno condannato a due anni e 8 mesi per usura e lo hanno assolto dalla tentata estorsione relativa alle minacce fatte alla commerciante per ottenere il pagamento degli interessi che non ottenne perché la donna non aveva soldi. (t.d.r.)

