Usura, un’arrestata: «Il mio prestito? Senza interessi»

LANCIANO. «Ha ammesso di aver prestato i 900 euro all’imprenditrice, ma senza chiedere un euro in più a titolo di interesse». Così l'avvocato Massimiliano Baccalà al termine dell’interrogatorio di...
LANCIANO. «Ha ammesso di aver prestato i 900 euro all’imprenditrice, ma senza chiedere un euro in più a titolo di interesse». Così l'avvocato Massimiliano Baccalà al termine dell’interrogatorio di garanzia di Carmela Gargano, 40 anni, una delle tre donne arrestate dalla polizia con le accuse di estorsione ed usura ai danni di una giovane imprenditrice di Lanciano. Gargano, agli arresti domiciliari da martedì scorso, è stata l'ultima a comparire davanti al gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa.
«La mia assistita ha chiarito la propria posizione in merito ai fatti contestati e ha respinto gli addebiti al mittente», riferisce l’avvocato Baccalà, «rispondendo alle domande del giudice, ha chiarito anche la circostanza di questo prestito. C'era e c'è un rapporto di amicizia tra la mia assistita e la parte offesa, giammai si è trattato di un prestito a scopo usurario».
Secondo le indagini della polizia, l'indagata ha prestato 900 euro all'imprenditrice per far fronte ad alcuni pagamenti arretrati. Soldi che ha rivoluto indietro a pochi giorni dal prestito, come richiesto «da fantomatici usurai della malavita napoletana».
«Non esistono amici napoletani», spiega il difensore della donna, «sono inventati e messi in ballo per ottenere la restituzione della somma, poiché la mia assistita vedeva che il prestito non rientrava ed aveva bisogno di quei soldi. Non ci sono, infatti, indagini ulteriori in tal senso. I 900 euro li ha prestati di tasca sua e li ha avuti indietro senza chiedere un euro in più a titolo di interesse. Non ci sono state dazioni di denaro ulteriori, e di fatto prove documentali non ce ne sono se non una ricarica Postepay di 150 euro». L’avvocato ha chiesto la revoca dei domiciliari, il gip si è riservato la decisione. (s.so.)
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