Utic trasloca in Neurologia con 9 posti letto in meno

15 Febbraio 2015

Al via la ristrutturazione della Cardiologia ma nel reparto con numeri da record manca l’angiografo e i pazienti sono costretti a viaggi in ambulanza fino a Chieti

LANCIANO. “Il reparto Utic-Cardiologia si è trasferito, per lavori, alla Neurologia. Ci scusiamo per il disagio”. Dietro questo avviso nel reparto dell‘ospedale Renzetti si leggono due cose. La prima, positiva: l’avvio della ristrutturazione della Cardiologia; la seconda, negativa: il reparto sarà privato dei 15 posti letto abituali, perché in Neurologia i locali sono insufficienti ad accoglierli. Un problema non indifferente per un’unità delicata come quella che si occupa dei pazienti con problemi soprattutto cardiaci. E che dall’altra parte è ospitata da un’altra che ha anche la Stroke unit, l’unità di terapia intensiva per i pazienti colpiti da ictus. È un problema sorto all’improvviso visto che da due anni si parla del trasferimento dell’Utic nell’ex Chirurgia. Concetto ribadito il 30 gennaio scorso dall’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, dopo la visita in ospedale: «Entro una settimana (il 7 febbraio, ndc) il trasloco dell’Utic nell’ex Chirurgia sarà concluso e i lavori partiranno».

Ma che cosa è accaduto? Manca un’autorizzazione. Letti e monitor dell’Utic sono stati trasferiti nell’ex Chirurgia, ma il reparto non è omologato ad accogliere i pazienti. Ancora una volta la burocrazia crea problemi ai malati, costretti ad emigrare a Chieti e Pescara e al personale della Cardiologia costretto a spostarsi da un reparto all’altro. Non solo: così l’Utic deve rinunciare a 9 posti letto di terapia post-intensiva e appoggiarsi alla Stroke per la terapia intensiva. Dunque, restano 6 posti letto.

«È un appoggio temporaneo quello in Neurologia», assicura il primario Utic, Luigi Leonzio, «che costa sacrifici non indifferenti al personale e ai pazienti, ma siamo sicuri che saranno ripagati da lavori che riconsegneranno alla città un reparto modello». Un reparto che deve diventare modello nel confort alberghiero, non nelle prestazioni che sono da anni di livello. E lo dicono i numeri: 647 ricoveri nel 2014, 284 quelli per pazienti con sindrome coronarica acuta, quindi pazienti ischemici. Molti gli interventi per impianti di elettrostimolazione cardiaca; 50 i defibrillatori di ogni tipo posizionati l’anno scorso, circa 160 i pacemaker, in più si effettuano studi elettrofisiologici. Numeri cui vanno aggiunti quelli degli ambulatori. Ma il reparto va dotato di macchinari come un angiografo (apparecchio radiologico in grado di evidenziare i vasi sanguigni per svelarne eventuali alterazioni. Ogni anno ci sono almeno 200 trasferimenti a Chieti per effettuare la coronografia perché né Lanciano né Vasto sono dotati di emodinamica, il Renzetti non ha neanche l’angiografo. E questo fa lievitare i costi per i trasporti alla Asl, ma provoca soprattutto disagi sia ai pazienti che devono andare a Chieti, e sia al personale al seguito.

Teresa Di Rocco

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