Va al pic-nic, condannato un sorvegliato speciale

4 Novembre 2021

CHIETI. «Io e miei cugini stiamo andando a fare un pic-nic: amici e parenti ci aspettano con il camper vicino al fiume». Quando i carabinieri di Bucchianico lo avevano fermato per un controllo,...

CHIETI. «Io e miei cugini stiamo andando a fare un pic-nic: amici e parenti ci aspettano con il camper vicino al fiume». Quando i carabinieri di Bucchianico lo avevano fermato per un controllo, Giuseppe Di Rocco, 48 anni, pescarese di etnia rom, si era giustificato così. Ma quella trasferta in provincia di Chieti gli è costata cara: due giorni fa, il giudice Luca De Ninis – su richiesta del pm Giancarlo Ciani – lo ha condannato a 2 anni, 2 mesi e 20 di giorni di reclusione con il rito abbreviato. Il motivo? Di Rocco, sorvegliato speciale, si è accompagnato a pregiudicati e ha violato l’obbligo di soggiornare a Pescara. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Stefano Sassano, presenterà ricorso in appello.
L’episodio risale allo scorso 11 agosto. I militari notano una Fiat Punto nera in una contrada del paese: a bordo ci sono tre persone che dicono di essere in zona per un pic-nic alla Calcara di San Camillo. Ma nel bagagliaio non c’è nessuna traccia di cibi e bevande. I carabinieri approfondiscono il controllo e accertano che Di Rocco è un sorvegliato speciale. L’uomo, denunciato per la prima volta quando aveva appena 15 anni, ha alle spalle una sfilza di guai giudiziari per i reati più svariati: dal furto alla rapina, dalla ricettazione all’estorsione, dalla rissa ai maltrattamenti in famiglia, dallo spaccio di droga alla detenzione di arma da guerra. La misura alla quale è sottoposto prevede l’obbligo di dimora nel territorio comunale di Pescara e il divieto di frequentare pregiudicati. E Di Rocco non solo si trova a circa 30 chilometri da casa, ma in macchina con lui ci sono due pregiudicati. Inevitabile l’arresto. E ora è arrivata anche la condanna. (g.let.)