Vaccini, chiamate rapide ma con attese di tre ore

30 Marzo 2021

Proteste per le telefonate della Asl che invitano a presentarsi entro mezz’ora I pazienti: «Da Lanciano dobbiamo andare a San Vito che è anche zona rossa»

LANCIANO. Nessuna risposta da parte del direttore generale Asl Thomas Schael al sindaco Mario Pupillo che chiedeva lumi sul focolaio scoppiato nel reparto di Medicina dell'ospedale Renzetti, con 16 infetti, nonostante ieri mattina si sia svolta nel presidio una riunione tra i dirigenti Asl e i primari. Stabile la situazione nella residenza anziani Villa Novecento, altro focolaio Covid cittadino con 32 contagiati. Proteste al centro vaccinale di San Vito dove è iniziata la somministrazione dei vaccini alle persone fragili tra mille difficoltà. E molti chiedono perché non apre il PalaMasciangelo, sede vaccinale del distretto frentano, visto che la convenzione con la Asl è stata firmata, pare tutto pronto e anche la società di pallavolo che vi si allenava è stata sfrattata.
OSPEDALE Dalla Asl, dal manager Schael, Pupillo attendeva una risposta alla lettera inviata nei giorni scorsi per capire le ragioni del 4° focolaio in un anno scoppiato all'interno dell’ospedale Renzetti, Covid free, con 16 persone positive nel reparto di Medicina (una nuova ieri) e una in quello di Neurologia. Attesa vana, almeno ieri, anche se in ospedale è stata fatta una riunione strategica a cui hanno preso parte il direttore sanitario Angelo Muraglia, i primari del presidio per fare chiarezza. Intanto il reparto resta ancora chiuso ai ricoveri e ieri sono stati rifatti i tamponi al personale e ai due degenti. Stabile la situazione anche a Villa Novecento dove restano 32 positivi: 29 anziani e 3 del personale. In città i casi Covid restano attorno ai 200.
CENTRO VACCINALE «Vorremmo capire perché bisogna andare a fare i vaccini in un comune zona rossa, poi ci chiediamo come si possa chiamare una persona, dirle di farsi trovare entro mezz’ora a San Vito altrimenti rischia di perdere la priorità nella vaccinazione, e poi dover attendere 3 ore per fare la dose che era pure a rischio. Dire che c’è disorganizzazione è fare un complimento». Sono le proteste arrivate ieri dal centro vaccinale di San Vito dove è partita la somministrazione delle dosi alle persone fragili, ai disabili: una bella notizia ma che per decine di persone si è trasformata in una odissea. “«La chiamata era attesa, ma di certo non mi aspettavo di avere mezz'ora di tempo per arrivare a San Vito per non perdere l’occasione di fare il vaccino», racconta C.V. di Lanciano. z«Ho lasciato tutto, sono arrivata al centro e mi sono trovata altre 30 persone davanti che hanno avuto la stessa chiamata, lo stesso tempo limite di mezz’ora ed erano in attesa di sapere se potevano fare il vaccino: si doveva attendere la conta delle dosi. Sono riuscita a fare il vaccino alle 14.30». E intanto fuori la fila si è allungata con persone che hanno cercato refrigerio sotto un albero davanti la sede. In tanti si sono chiesti perché non apre il PalaMasciangelo a Lanciano. «Aspettiamo il via libera della Asl, ma soprattutto i vaccini», spiega il sindaco Pupillo, «finché non ci saranno dosi massicce, il palazzetto resta chiuso».
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