Vaccini, gli anziani restano in fila Al PalaUda arriva anche la polizia

9 Maggio 2021

La campagna prosegue tra proteste e attese sotto il sole: i pensionati chiamano le forze dell’ordine Aumentano le postazioni per l’accettazione e le somministrazioni ma il problema delle code rimane

CHIETI. Ancora code, ancora anziani in piedi sotto il sole in attesa del proprio turno di vaccinazione e ancora proteste. Non si fermano i disagi della campagna vaccinale anti-Covid al PalaUda. Mentre la Asl accoglie con soddisfazione numeri record fatti registrare dalle vaccinazioni negli ultimi giorni su tutto il territorio della provincia, al palazzetto dello sport di via dei Vestini non si riesce a snellire le operazioni. Eppure le postazioni vaccinali sono state aumentate, salendo da 5 a 7, e sono state anche aumentate quelle relative all’accettazione.
Nonostante il fatto che il problema sia noto da tempo, anche ieri c’era tantissima gente in coda. E come sempre qualcuno si è lamentato e ha chiamato le forze dell’ordine. È intervenuta una volante della polizia che, però, non potendo agire sull’organizzazione interna, si è limitata a cercare di far rispettare le distanze anti-contagio.
I disagi al PalaUda sono iniziati a fine aprile scorso, anche se da tempo il palazzetto dello sport di via dei Vestini veniva utilizzato come sede vaccinale. Anzi, nello scorso mese di marzo di parlava del PalaUda come esempio di vaccinazione senza file né intoppi. Il palazzetto messo a disposizione della Asl dall’università d’Annunzio era stato utilizzato sin dallo scorso mese di febbraio ininterrottamente prima per lo screening di massa con i tamponi rapidi e poi per la vaccinazione anti Covid e aveva dimostrato di essere una sede efficiente per entrambe le operazioni. Poi a fine aprile, improvvisamente, non è stato più così. Nel frattempo è cambiato il sistema di prenotazione delle vaccinazioni: dalla piattaforma regionale si è passati a quella di Poste Italiane. Il 26 aprile scorso, il direttore generale della Asl Thomas Schael, di fronte alle proteste, aveva subito puntato il dito contro il nuovo sistema di prenotazione e qualche giorno dopo aveva assicurato che la situazione si era normalizzata. Ma così non è stato. Giorno dopo giorno si sono ripetute sempre le stesse scene: folla davanti al palazzetto, fila di ore, anziani che si riparano dal sole con i documenti per la vaccinazione e che si portano da casa sedie e sgabelli pieghevoli. Nel frattempo Poste Italiane si era affrettata a smentire quanto sostenuto dal direttore generale: «I rallentamenti e i disagi nel corso delle vaccinazioni al PalaUda», recitava una nota ufficiale di Poste Italiane, «non sono in alcun modo causati da problemi di funzionamento della piattaforma di prenotazione». E tutto questo nonostante il gran lavoro degli operatori – medici, infermieri, personale amministrativo e di protezione civile – che ha fatto sempre del proprio meglio per alleviare i disagi degli anziani in attesa di vaccinarsi. Nel frattempo è esplosa anche la polemica politica. Le forze d’opposizione si sono subito fatte sentire, prime fra tutte il Movimento 5 Stelle, con la capogruppo regionale Sara Marcozzi e la consigliera Barbara Stella, e il Partito democratico, con il capogruppo regionale Silvio Paolucci: il M5S ha chiesto la rimozione di Schael; il capogruppo Pd ha appena preparato un’interrogazione consiliare destinata al presidente della giunta regionale Marco Marsilio e all’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì.
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