Vaccini terminati, l’allarme dei medici

16 Novembre 2020

L’Ordine professionale: «Servono al più presto nuove dosi». In 48mila già immunizzati, ma in tanti sono rimasti senza

CHIETI. Uno degli «effetti collaterali» della pandemia da Covid-19 è la caccia al vaccino anti-influenzale. Ma le dosi sono in esaurimento e, già da settimane, i medici di famiglia della provincia di Chieti sono rimasti senza. Mancano anche certezze sui tempi: la prossima fornitura, stando alle ultime informazioni a disposizione della Asl, non arriverà prima del 23 novembre. Non si tratta di un problema che riguarda solo l’Abruzzo: le aziende produttrici faticano a stare dietro alle richieste di tutto il mondo e così, se in passato la stagione fredda finiva con scorte rimaste inutilizzate, ora bisogna dividere con grande oculatezza quelle disponibili tra Asl e medici di famiglia. Finora sono state 48mila le persone vaccinate. Ma in tantissimi restano in attesa.
«La vaccinazione è avvenuta a macchia di leopardo», spiega Ezio Casale, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Chieti e medico di famiglia. «Nel mio caso, ad esempio, su circa 550 pazienti, ne ho vaccinati solo 200. E io sono stato, per così dire, tra i più fortunati, perché sono andato a rifornirmi all’inizio e ho ricevuto una quantità di dosi abbastanza rilevante. Tra i miei colleghi, invece, c’è chi è riuscito ad accontentare anche solo 30 pazienti». La logica conseguenza è che «la vaccinazione si è spostata in avanti: pensavamo di terminarla entro i primi giorni di novembre e invece, adesso, le dosi devono essere somministrate a più del 50 per cento della popolazione che ha bisogno di essere vaccinata. Anche quando arriveranno i vaccini, sarà impossibile concludere tutto nel giro di pochi giorni. Ecco perché si corre il rischio che molti pazienti non svilupperanno anticorpi sufficienti nel momento in cui dovesse arrivare l’epidemia influenzale, che andrebbe ad aggiungersi al coronavirus. La speranza è che arrivino al più presto nuove forniture».
La Asl ha iniziato la campagna antinfluenzale il 1° ottobre. Ad avere la priorità sono stati gli ultrasessantacinquenni e il personale dell’azienda sanitaria, la platea delle persone interessate è stata di volta in volta ampliata in base all’arrivo delle altre dosi. È comunque fortemente raccomandata la vaccinazione per tutte le persone con più di 60 anni e i bambini da 6 mesi a 6 anni. La carenza di vaccini è stata anche al centro della discussione politica. «Non c’è alcuna responsabilità della giunta regionale, dell’assessorato alla Salute o della Asl per i ritardi nella distribuzione dei vaccini: tutto è dovuto alla mancata consegna da parte dei fornitori di una nuova tranche di dosi», si è difeso Thomas Schael, direttore generale dell’azienda sanitaria teatina.