Val di Sangro e industrie in crisi «Ecco come rilanciare il lavoro»

Le idee del sindaco di Paglieta, Graziani, sull’area produttiva più importante del Centro sud Italia «Ci sono strumenti da calibrare sul territorio come la Zes, la riduzione di Imu e Tari e l’esenzione Irap
ATESSA. Rendere più competitiva la Val di Sangro attraverso strumenti che sono già a disposizione e che potrebbero essere perfezionati e calibrati sulle specifiche esigenze produttive, economiche e industriali del territorio. È la visione del sindaco di Paglieta, Ernesto Graziani, esposta nel corso dell'incontro di decine di sindaci e amministratori del territorio per parlare del futuro dell'area industriale più importante del Centro sud Italia e delle prospettive della Sevel, il più grande stabilimento d'Europa per veicoli commerciali leggeri.
«Non vogliamo fare allarmismo», ha esordito il sindaco Graziani, «ma c'è da considerare che siamo le istituzioni a cui la gente si rivolge per esternare le proprie preoccupazioni che in questo momento riguardano soprattutto il nuovo e modernissimo stabilimento in apertura in Polonia che produrrà gli stessi furgoni che facciamo in Val di Sangro. Viene da sé che questo territorio deve necessariamente essere competitivo e che bisogna attrezzarci affinché la competizione con la Polonia sia quanto meno ad armi pari. Ho studiato le leggi», ha proseguito Graziani, «e quello che ho scoperto e che si può fare, come contratti energetici più vantaggiosi per le industrie, zone franche doganali, potenziamento dell'economia circolare (ad esempio sulla depurazione delle acque industriali), riduzione di Imu e Tari per le aziende, esenzione dell'imposta regionale (Irap), è scritto proprio nel piano di sviluppo strategico regionale redatto nel marzo 2020. Occorre inoltre far coincidere le Zes, zone economiche speciali, con le aree articolo 107 paragrafo 3, lettera C, che fa parte delle norme di funzionamento del mercato comune dei territori delle comunità».
«La norma», ha fatto notare Graziani, «stabilisce delle deroghe al divieto di aiuto di Stato alle imprese. Nello specifico, si citano gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune. Già sono state stabilite delle aree nella legge, ma è necessario, per aumentare i vantaggi previsti dalla Zes, che ci sia una perfetta coincidenza tra la Zes e le aree citate nell'articolo in questione».
Ancora: per il sindaco di Paglieta la Regione potrebbe fare credito d'imposta, «dimezzare le tasse per un certo periodo, ridurre i contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente per i primi anni di attività e, ancora, incentivare le start up, sostenere la formazione per innalzare le competenze degli occupati, prevedere incentivi per l'uso di fonti rinnovabili».
Intanto ieri la direzione aziendale di Sevel ha comunicato che lo stabilimento sarà interessato da un'altra rotazione dei contratti part time per esaurire le giacenze degli anni precedenti. Dal 1° gennaio del nuovo anno, altri circa 20 lavoratori saranno trasformati a contratto part-time. Ad oggi, sono 192 i dipendenti che usufruiscono del part time (4% del totale dipendenti), di cui 100 addetti sono del montaggio, 50 alla lastratura, 30 alla verniciatura, ed altri 12 sono di enti di qualità e logistica.
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