Valerio non spiega il perché dell’incendio

Convalidato l’arresto dell’uomo che voleva bruciare il distributore Eni di corso Mazzini. Il difensore Cieri: sta male
VASTO. Incendio alla stazione di servizio Eni di corso Mazzini: la malavita organizzata e il racket degli incendi non c’entrano nulla. Fabio Valerio, 42 anni, incensurato, di origine teramana, ma da diversi anni nel Vastese, ha ammesso al giudice per le indagini preliminari di essere l’autore dell’incendio. L’uomo non è stato però in grado di fornire una motivazione attendibile. Nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto che si è tenuta ieri mattina in carcere, l’uomo ha pronunciato frasi confuse, racconti inquietanti e motivazioni improbabili. Il giudice Caterina Salusti ha convalidato il suo arresto disponendo la custodia cautelare in carcere per garantire la sicurezza dello stesso accusato.
L’uomo si è presentato davanti al giudice in abiti discinti ma sembrava non rendersi conto della gravità del suo comportamento. Assistito dall’avvocato Fiorenzo Cieri, ha risposto al giudice con frasi senza senso. Il difensore ha chiesto una accurata valutazione medico legale dell’imputato. A parere di Cieri, il quarantaduenne non è in grado di intendere e volere. «Sta male, ha bisogno di aiuto. Il suo disagio è palesato dal comportamento», ha affermato il difensore a giudizio del quale la stessa dinamica dell’incendio racconta le condizioni dell’accusato.
L’uomo, venerdì pomeriggio dopo aver acquistato 20 euro di benzina dal distributore automatico della stazione di servizio dell’Eni, ha versato il carburante vicino a una pompa, ha acceso il fuoco ed è scappato in sella ad un ciclomotore rubato. Le telecamere della videosorveglianza hanno ripreso la scena e due ore dopo una pattuglia dei carabinieri lo ha trovato e arrestato a Gissi. L'operaio era ancora in sella al ciclomotore rubato. Non ha opposto resistenza.
L’arresto di Valerio smentisce chi collegava l’incendio a organizzazioni malavitose. Il gesto è stato preso autonomamente, ma non consapevolmente dal quarantaduenne. Valerio non si è reso conto che accendendo la pompa di benzina ha messo a rischio la vita di tante persone ma anche la sua. Forze dell’ordine e magistrati indagano per appurare se ci sono, e in caso affermativo quali potrebbero essere, i collegamenti con l’incendio della giostra di Vasto marina incenerita 24 ore prima del rogo alla stazione di servizio. Ci sono diversi particolari che accomunano i due episodi. Gli investigatori non confermano.
Gli agenti del commissariato diretti da vicequestore Fabio Capaldo continuano a controllare le immagini riprese dalle telecamere sulla riviera prima e durante l’incendio della giostra e continuano ad ascoltare testimonianze di persone che erano nella zona. La giostra era spenta e fortunatamente non c’erano bambini nelle vicinanze, ma molti turisti stavano passeggiando a pochi metri.
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