Vanno via dal b&b senza pagare il conto

Gissi. Truffato da quattro operai campani il titolare si rivolge al giudice di pace per avere 480 euro
GISSI . Pernottano per otto giorni in un bed&breakfast di Gissi e consumano la colazione in un bar convenzionato con la struttura ricettiva, ma vanno via senza saldare il conto. Protagonisti dell’episodio di insolvenza quattro operai di origine napoletana che, dovendo soggiornare nel piccolo centro montano per motivi di lavoro, si sono rivolti al b&b “Del Corso”, gestito da Adriano Zampi, storico esponente di Rifondazione comunista a Gissi. Zampi, che fino al 2014 ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale di opposizione, ha sporto querela nei confronti dei clienti debitori, ma l’indagine è stata archiviata sul presupposto che non si possa configurare il reato di insolvenza fraudolenta o di truffa. Trattandosi però di un inadempimento contrattuale è stato proposto un atto di citazione al giudice di pace di Gissi. Zampi, assistito dall’avvocato Walter Pracilio, chiede la condanna in solido di due dei quattro avventori al pagamento della somma di 480 euro, pari al costo relativo ad otto pernottamenti. Tutto ha inizio a giugno 2017 quando il gestore del b&b viene contattato dal responsabile di una ditta campana, il quale sostenendo che alcuni dipendenti della società avrebbero dovuto soggiornare a Gissi per diverse settimane, chiedeva ed otteneva la disponibilità di Zampi ad ospitare gli operai concordando la somma di 20 euro a persona, comprensiva della prima colazione. I clienti, tutti identificati con il documento di riconoscimento, si sistemarono in due camere, di cui una doppia e una singola, ma quando lasciarono la struttura promisero che sarebbero tornati di lì a qualche giorno ed in quella occasione avrebbero saldato il conto, aggiungendo che loro non potevano non pagare poiché avevano interesse a mantenere buona la reputazione anche perché in futuro sarebbero dovuti tornare a Gissi. In realtà i quattro operai non si sono più fatti vivi e Zampi si è visto costretto a rivolgersi ai carabinieri. L’indagine si è conclusa con una archiviazione. A quel punto Zampi, dopo aver messo in atto una serie di inutili tentativi di risoluzione bonaria della vertenza, ha deciso di rivolgersi al giudice di pace. L’udienza è in programma il 12 luglio prossimo. In quella occasione si procederà anche all’audizione della titolare del bar Mixer di Gissi dove i quattro avventori hanno consumato regolarmente le colazioni, in virtù di una convenzione in atto tra il b&b di Zampi e l’attività commerciale. (a.b.)
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