Variante adriatica contestata: «L’Anas ascolti le nostre ragioni»

21 Gennaio 2022

I residenti di via Fonte Ioanna dal sindaco per contrastare l’opera prevista lungo il costone orientale Fuiano: intervento da bocciare. Carlucci: completare altre strade. D’Amico: ci sono alternative

VASTO. Una delegazione composta da amministratori comunali e cittadini per avere una interlocuzione con l’Anas sul progetto di variante alla Statale 16. È la decisione maturata nel corso dell’incontro che un nutrito gruppo di residenti di via Fonte Ioanna (zona dove sono in corso i carotaggi geognostici da parte della ditta incaricata), ha avuto con il sindaco Francesco Menna e gli assessori Felicia Fioravante e Alessandro D’Elisa. Cresce la mobilitazione in città contro l’ipotesi di variante da realizzare lungo il costone orientale, area che, oltre ad essere di grande pregio paesaggistico, è anche notoriamente soggetta a dissesto idrogeologico. Molte le reazioni contrarie che si registrano in queste ore.
VASTO IN AZIONE«Riteniamo che la proposta di mini-variante lungo il costone orientale sia da rigettare con forza sia nella sua versione con gallerie, sia in quella che prevede viadotti a vista», afferma categorico il coordinatore cittadino di Vasto in Azione, Gaetano Fuiano, «tale soluzione è inutile perché impatterebbe in modo irrimediabile sull’aspetto paesaggistico e ambientale senza “liberare” realmente la fascia costiera che dovrebbe essere restituita in pieno alle possibilità di sviluppo turistico e non tiene conto del fatto che il costone orientale è soggetto a continui rischi di cedimento e di smottamento». La soluzione migliore per Fuiano è quella «che prevede un arretramento reale della Statale 16 alle spalle dell’abitato cittadino: ci sono proposte in merito che andrebbero sostenute e corroborate da interventi politico-amministrativi forti».
SCERNISulla questione interviene il sindaco di Scerni, Daniele Carlucci. «Oggi è in gioco la vocazione del Vastese e non possiamo permetterci di sbagliare», attacca il primo cittadino, «i prossimi anni saranno determinanti e abbiamo l'occasione di portare a termine opere strategiche. Finanziare e completare la strada Treste-Valle Cena non deve essere una contrapposizione o un’alternativa alla variante della Statale 16. La discussione politica, gli enti coinvolti e le amministrazioni chiamate a decidere hanno il dovere di tornare a investire nel Vastese. L’indecisionismo rallenta lo sviluppo a vantaggio di altri territori che riescono invece a intercettare risorse e servizi attraverso infrastrutture e opere nuove. Il futuro economico e lo sviluppo delle aree vicine alla costa, delle comunità più interne ma anche degli stessi comuni costieri dipendono anche da un collegamento viario infrastrutturale agile e fruibile che unisca in sinergia e responsabilmente tutte le comunità del Vastese».
CUPELLOPer Camillo D’Amico, consigliere comunale di minoranza, «la questione variante non può e non deve essere solo del Comune di Vasto e, quando conviene, di San Salvo. È una vicenda che interessa l’intero territorio del Vastese. Leggo di mozioni consiliari urgenti e di comitati cittadini composti dai soli residenti di Vasto, questioni a mio avviso senza senso», continua D’Amico, «circa trenta consigli comunali dell’entroterra vastese hanno votato delibere che indicano il naturale percorso alternativo della fondovalle Sinello, fondovalle Cena, strada Ponte Moro, fondovalle Treste, Trignina con sbocco sulla Statale 16 all’altezza di San Salvo Marina. Le delibere dei consigli comunali dell’entroterra, per qualcuno, hanno forse meno dignità e importanza di una mozione consiliare che voterà il consiglio di Vasto? La debolezza politica del nostro territorio deriva proprio dall’essere disunito e mosso da troppi personalismi e partigianerie. Dobbiamo fare squadra».
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