Variante al piano regolatore: è polemica

4 Gennaio 2019

La minoranza contro Pupillo: «Il nulla è il marchio di fabbrica di questa amministrazione»

LANCIANO
«Una follia puntare verso Ortona come asse di sviluppo del territorio dimenticando la Val di Sangro». Non piace alla minoranza la scelta dell'amministrazione Pupillo, contenuta nella variante al piano regolatore di Lanciano appena approvato in consiglio comunale, di aprire il territorio alla zona marrucino-ortonese piuttosto che incrementare la viabilità da e verso la Val di Sangro. «Quel che resta della nostra economia cittadina», scrive la capogruppo di Libertà in azione, Tonia Paolucci, «è legato indissolubilmente alla Val di Sangro, che è il motore economico di tutta la regione. Su cosa si basa questa decisione? Sulla speranza di rientrare nel perimetro della Zona Economica Speciale, di cui Ortona fa parte? Impossibile, perché il presidente della Regione, nell'incontro pubblico di Vasto, ha detto chiaramente che la richiesta di Lanciano non può essere presa in considerazione. Sulle ricadute turistiche del Cammino di San Tommaso? Spero di no, perché da un paio di decenni è chiaro che il turismo non può essere il pilastro su cui costruire il futuro di Lanciano. E poi Ortona già da anni guarda all'asse Francavilla-Pescara-Montesilvano e anche il suo piano regolatore vigente punta verso nord, non certo verso San Vito e Lanciano. E' gravissimo che Pupillo e i suoi non si siano documentati prima di lanciarsi in progetti che si basano sul nulla. Ma del resto, il nulla è ormai diventato il marchio di fabbrica di questa amministrazione». Sulla stessa linea anche Antonello Di Campli Finore, esponente di Alleanza Liberaldemocratica per l'Italia: «Rinunciare ad incrementare lo scambio economico culturale con una zona che produce circa un terzo del Pil dell’intera Regione è da suicidio. Ricordo al sindaco Pupillo, nonché presidente della Provincia di Chieti, che la strada per andare verso Frisa esiste già, così come quella per Poggiofiorito. Si punta su Frisa e Poggiofiorito (2.500 abitanti) e non magari sul versante Orsogna (4.000 abitanti), ma soprattutto sul versante Atessa-Paglieta (15.000 abitanti). E’ impossibile pensare alla Val di Sangro senza Lanciano, ma lo sviluppo economico di Lanciano è legato a quello del territorio del Sangro, sia nel settore industriale, ma anche nel settore dell’agricoltura e del turismo. Senza la presenza della val di Sangro e delle sue aziende, Lanciano sarebbe un paese morto». (d.d.l.)
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