Variante, il caso va al ministero: «Vogliamo un dibattito pubblico»

I senatori Castaldi, Di Girolamo e D’Alfonso presentano un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture Il sindaco Menna: sabato riunisco i rappresentanti istituzionali del territorio per mettere un punto fermo
VASTO. Un tavolo con i rappresentanti istituzionali del territorio, una interrogazione parlamentare al ministero delle Infrastrutture e la dura presa di posizione di cinque associazioni cittadine. Continua a far discutere la “mini-variante” alla Statale 16, che prevede, per una lunghezza di nove chilometri, tre gallerie e quattro viadotti con piloni alti 35 metri, come un palazzo di dodici piani. Un progetto ritenuto altamente impattante e sul quale si registra una forte ed unanime contrarietà.
MENNA CONVOCA UN TAVOLO«Sabato mattina riunirò tutti i rappresentanti politici di questo territorio», annuncia il sindaco Francesco Menna, «i parlamentari Luciano D'Alfonso, Gianluca Castaldi, Carmela Grippa e Camillo D'Alessandro, il presidente della giunta regionale Marco Marsilio e i consiglieri regionali del territorio, affinché, ciascuno per le proprie competenze, traduca in fatti la contrarietà da tutti manifestata. Quella di sabato sarà l'occasione per mettere un punto fermo in questa vicenda e sono convinto che ci sarà una partecipazione attenta e produttiva che punti a bloccare questo disegno scellerato». Il primo cittadino, in vista del tavolo di sabato, ha anche chiesto il differimento del consiglio comunale straordinario inizialmente programmato per venerdì 11 marzo, per consentire un’approfondimento della proposta di "variante interna" promossa dalla Provincia di Chieti, sia per dare il tempo agli uffici tecnici comunali di elaborare un parere compiuto sulla proposta dell'Anas.
INTERROGAZIONE DI CASTALDIAnche il senatore vastese si schiera contro il progetto presentato dall’Anas che sarà oggetto il 6 aprile prossimo di una conferenza di servizi convocata dalla Regione per discutere del progetto di fattibilità tecnico-economica. L’esponente del Movimento 5 stelle ha presentato, insieme ai senatori Di Girolamo e D’Alfonso una interrogazione al ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, in cui si chiede che sulla mini-variante si apra un dibattito pubblico. «Serve a rendere trasparente il confronto con i territori sulle opere pubbliche, attraverso procedure che garantiscano il coinvolgimento delle comunità interessate», spiega Castaldi, «in diverse occasioni il consiglio comunale di Vasto si è espresso alla unanimità, in maniera diversa e contraria alla ipotesi oggetto della conferenza di servizi preliminare, con l’approvazione di tre ordini del giorno. Non si capisce perché», annota il senatore, «a fronte di questi pronunciamenti di contrarietà del consiglio comunale di Vasto, l’Anas non abbia ritenuto di attivare quanto previsto dal regolamento sulle modalità di svolgimento del dibattito pubblico. La soluzione da adottare deve essere fatta in chiave eco-compatibile, turistico ricettiva e di mobilità civile ed industriale. Quella che propone Anas non lo è».
CINQUE ASSOCIAZIONI CONTRO«La variante alla Statale 16 distrugge il paesaggio, l’ambiente e l’economia vastese». È una posizione di assoluta contrarietà quella espressa da Nicholas Tomeo (Forum civico ecologista), Nicola Salvatorelli (Arci), Davide Aquilano (Italia Nostra del Vastese), Luigi Cinquina (Cai) e Bianca Campli (Club per l’Unesco di Vasto), «se il devastante progetto dell’Anas venisse portato a compimento si decreterebbe la definitiva scomparsa del paesaggio e del territorio di Vasto, per fare posto a un mostro di cemento decontestualizzato e distruttivo, oltre che inutile da un punto di vista sociale ed economico. Il territorio e il suo paesaggio, oltre che diritti costituzionali, sono beni comuni e come tali vanno trattati: non lasceremo mai che i nostri luoghi, frutto di storia e di rapporti socio-ambientali, siano l’invitante piatto per qualche sfacciato e famelico imprenditore». E infine un avvertimento: «qua non c’è posto per viadotti e gallerie, tra l’altro pensati su un territorio a forte rischio frane. La comunità locale è pronta ad utilizzare tutti gli strumenti che la democrazia consente».
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