Vastese, Salvatorelli adesso lascia Non si sana la frattura con Bolami

Il vicepresidente esce di scena dopo le polemiche sui debiti: l’incontro in Comune non ricuce lo strappo «Il mio cuore resta biancorosso, ho costruito un settore giovanile che è l’unico valore oggi della squadra»
VASTO. Il silenzio. Un silenzio che fa più rumore di tante parole. Il vicepresidente della Vastese calcio, Luigi Salvatorelli, ha deciso di uscire di scena senza clamorosi annunci. In tanti si aspettavano un comunicato stampa che chiarisse le sue decisioni. L'imprenditore, che domenica non era allo stadio a seguire la Vastese contro l’Angolana, ha deciso diversamente. «Il mio cuore resta biancorosso. Una passione resta tale per sempre», spiega al Centro. «Ciononostante non cambio la mia decisione».
Il suo cruccio è non poter più seguire i giovani talenti. «Fanno parte della Vastese calcio e la matricola della squadra non è mia. Resto legato a loro. Voglio bene agli atleti e ci sarò sempre per loro in caso di bisogno. Durante il mio mandato», ricorda Salvatorelli, «ho dedicato tutto il mio impegno, sacrificio e tempo alla società Vastese calcio. Spesso ho trascurato la mia famiglia. Ho investito risorse personali per il bene della squadra. Ho costruito con cura un settore giovanile che oggi rappresenta l'unico valore della Vastese calcio. Ho pagato le liberatorie, e non per ultimo, il trasferimento del giocatore Andrea Tracchia al Pescara. Attualmente, il 40% della nostra squadra è composto da giovani di talento. Auguro a tutti un futuro di successi. Per quanto mi riguarda, dopo aver discusso con la famiglia, ho deciso che la cosa migliore era ritirarsi. Non ho comunque intenzione di fare nuove dichiarazioni. Ho già spiegato più volte la mia decisione».
Inutile dire che, come accade per la fine di tutte le unioni, quello che è accaduto in casa biancorossa lascia l'amaro in bocca e tanta tristezza. I tifosi hanno sperato fino all'ultimo in una riappacificazione fra il presidente Franco Bolami e il vice Salvatorelli. Così non è stato e la mancanza di Salvatorelli domenica allo stadio ha raccontato più di ogni parola la sua irrevocabile decisione di dire addio al calcio locale. Pare che l'imprenditore abbia parlato a microfoni spenti con gli atleti.
Il clima di incertezza ha tuttavia allontanato molti tifosi. Il numero di spettatori all'Aragona domenica scorsa erano davvero esiguo. Gli spalti sono rimasti semivuoti. Cosa accadrà in futuro è una grossa incognita. Tutto dipenderà dalle decisioni che prenderà Franco Bolami. «L'amministrazione comunale ha fatto il possibile per ricucire lo strappo fra Salvatorelli e Bolami», hanno spiegato il sindaco Francesco Menna e l'assessore allo sport, Carlo Della Penna. «Abbiamo mediato ma le decisioni finali spettano ai dirigenti sportivi. Altro il Comune non può fare. L'auspicio di tutti è che il clima in casa biancorossa si rassereni e che dietro i nuvoloni neri faccia capolino qualche raggio di sole», conclude il sindaco.
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