«Vasto ancora non è città ciclabile» Fiab chiede servizi e infrastrutture

24 Luglio 2020

La giunta ha approvato il progetto per la creazione di corsie riservate alle bici e ben 47 “Zone 30” Tomeo: il sogno è poter andare in bici al lavoro, a fare la spesa e pedalare con famiglia e bambini 

VASTO. Da alcune settimane Vasto ha ottenuto la Bandiera gialla della Fiab e due bike smile. La giunta ha approvato un progetto per la creazione di corsie riservate alle bici (bike lane) e ha istituito le “Zone 30” in 47 strade cittadine dove non sarà possibile superare il limite di velocità di 30 km orari.
Ma questi provvedimenti, al momento ancora sulla carta, sono sufficienti a fare della città un comune ciclabile? «Ad oggi, nonostante questi provvedimenti che noi della Fiab accogliamo, ovviamente, con favore sperando che vedano attuazione in tempi brevi, non possiamo ancora definire Vasto una città ciclabile perché mancano le infrastrutture necessarie», sostiene Nicholas Tomeo, referente dell’associazione, «mancano corsie riservate alla mobilità ciclabile e alla micro mobilità con monopattini elettrici e mancano anche infrastrutture semplici, quali ad esempio le rastrelliere. Una persona che decide di uscire in bicicletta non sa dove parcheggiarla, quindi è costretta a portarla in giro. In città ci sono pochissime rastrelliere e spesso sono collocate in posizioni non proprio favorevoli», prosegue Tomeo, «nonostante Vasto abbia ottenuto il vessillo di Comune ciclabile della Fiab, ad oggi non possiamo ancora definirla una città ciclabile. Apro una parentesi: a questa specie di concorso si partecipa su richiesta del Comune stesso e versando una quota. Vasto per gli abitanti che ha, circa 40mila, paga per un triennio 1.500 euro. Per partecipare sono necessari determinati requisiti: infrastrutture urbane per la mobilità ciclabile, la governance e, infine, la promozione della ciclabilità. Vasto, avendo una sola pista ciclabile che è quella della Marina e avendo iniziato un percorso di attuazione del Biciplan, di progettazione e si spera nel più breve tempo possibile di approvazione del piano, ha ricevuto due bike smile, così si chiamano, di Comune ciclabile. Il massimo è di cinque. Ovviamente Vasto non è paragonabile a città come Trento che possiede 60 chilometri di piste ciclabili. O come Pesaro che ha una mobilità ciclabile di alto pregio e valore a livello europeo. L’unica pista ciclabile che abbiamo, cioè quella di Vasto Marina, ha solo un valore ricreativo e turistico, mentre quella di Vallone Lebba, ad oggi in completo abbandono, non riesco neanche a definirla pista ciclabile. La bicicletta è un mezzo di trasporto, deve essere utilizzata per gli spostamenti cittadini, non deve avere solo un valore ricreativo: con la bici dobbiamo poterci andare al lavoro, a fare la spesa, uscirci con gli amici, con la famiglia e con i bambini, ma ad oggi a Vasto non ci sono ancora quelle infrastrutture che permettono di poter uscire in sicurezza con la bici».
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