Vasto, cagnolino muore nell'incendio dell'auto

L'animale rimasto chiuso nel mezzo avrebbe causato il corto circuito . Devastata anche l'ex casa di accoglienza: la scintilla partita dall'immondizia
VASTO. Due incendi divampati, sabato, sera in due punti distinti della città hanno impegnato, e non poco, i vigili del fuoco. La prima chiamata al 115 è arrivata alle 20,30 da via Incoronata. Per cause che la polizia cercherà di appurare, il fuoco ha distrutto un vecchio fabbricato di legno abbandonato da anni, attiguo all’ex casa di accoglienza della fondazione Genova-Rulli. Due ore dopo un secondo rogo ha avvolto completamente la Fiat Panda di un’impiegata parcheggiata in via De Gasperi, all’incrocio con corso Mazzini, all’interno della quale era rimasto il cane della donna. L’animale, che secondo i carabinieri avrebbe causato l’incendio, è morto carbonizzato.
Le fiamme hanno raggiunto tre metri di altezza annerendo la parete del fabbricato attiguo fino al quarto piano e spaventando l’intero condominio. Il fuoco ha lambito i tubi del gas metano e illuminato a giorno la zona. La proprietaria dell’auto non ha escluso che a causare l’incendio possa essere stato il cane che sabato sera era particolarmente nervoso. Poco prima la bestiola aveva litigato con l’altro cane della sua padrona. La donna li aveva separati. Mentre portava a casa uno dei due animali l’altro, lasciato in auto, avrebbe rosicchiato i fili del quadro elettrico provocando un corto circuito. I primi a circoscrivere il fuoco sono stati i carabinieri. «Stiamo indagando sull’accaduto. La proprietaria della Panda ha fornito la propria versione. Di sicuro è da escludere il dolo», afferma il comandante Giancarlo Vitiello. L’arrivo dei vigili del fuoco ha permesso di soffocare completamente il rogo. Della Panda resta solo la carcassa annerita. L’interno è completamente incenerito.
È sicuramente doloso, invece, l’incendio che ha distrutto un vecchio rudere sulla Statale 16 all’Incoronata, attiguo all’ex casa di accoglienza Genova-Rulli. Accanto ai resti anneriti del tetto di travertino, crollato a causa del fuoco, c’è una montagna di pattume. Qualcuno ha provocato l’incendio volutamente o, tutt’al più, accidentalmente. Qualcuno che forse ha cercato rifugio nel rudere. La spazzatura ha alimentato le fiamme. Dell’incendio al rudere (probabilmente una ex stalla a giudicare dalla presenza di un abbeveratoio) si sta occupando il dirigente del commissariato, Alessandro Di Blasio: «Verificheremo le immagini riprese da una telecamera. Potrebbero esserci di aiuto».
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