Vasto, compagno e padre violento allontanato dalla provincia

27 Luglio 2016

Non deve avvicinarsi né alla ex né al figlio: la decisione del giudice per un 38enne che era agli arresti domiciliari. All’udienza di settembre sfileranno 12 testimoni

VASTO. Non deve avvicinarsi né all’ex compagna né al loro bambino. Per questo G.B., 38enne di Vasto, è stato allontanato dalla provincia di Chieti. La decisione è stata presa dal giudice monocratico Italo Radoccia, davanti al quale l’imputato è comparso qualche giorno fa. L’uomo, che era agli arresti domiciliari, è tornato libero ma dovrà stare lontano da Vasto e dal Vastese. Il giudice ha ordinato l’allontanamento dal territorio provinciale. G.B. è accusato di stalking. Per la compagna l’inferno sarebbe stato lungo e doloroso. Fino a quando non ha trovato la forza di chiedere aiuto alle forze dell’ordine e per l’uomo si sono spalancate le porte del carcere (poi i domiciliari). Nei giorni scorsi G.B., assistito dall’avvocato Raffaele Giacomucci, è comparso davanti al giudice Radoccia. Il magistrato il 28 settembre ascolterà dodici testimoni. Le loro dichiarazioni serviranno per ricostruire il menage della coppia e meglio definire il comportamento dell’accusato. Nel frattempo l’indagato deve restare lontano dalla ex convivente.

La vicenda è solo uno dei tanti casi di presunta violenza fra le mura domestiche. Molte donne hanno paura di parlare. «Ed è quanto di più sbagliato ci sia», ripetono le forze dell’ordine che periodicamente rinnovano l’invito a denunciare ogni sorta di violenza o abuso. Dello stesso avviso Teresa Di Santo, responsabile dello sportello anti violenza Emily. «Parlate, denunciate. Non dovete più subire. Aiutateci ad aiutarvi», dice la Di Santo che con la sua equipe di avvocati, psicologi, medici e operatori, ha dato aiuto in un anni a decine di donne. Uno degli avvocati più combattivi nonchè vice presidente di Emily è Giuseppina Fabretti. «La legge è divenuta più severa. Alle prime avvisaglie il violento può essere allontanato e diffidato a riavvicinarsi», ricorda il legale, «sia la Procura che i giudici del tribunale di Vasto sono molto sensibili al problema». Emblematica la decisione del giudice Radoccia. Non sarà semplice per la compagna di G.B. dimenticare. Le ferite dell’anima sono più difficili da curare di quelle del corpo. Con l’aiuto delle persone che le vogliono bene e del suo avvocato ritroverà la serenità insieme al suo bambino. Intanto la donna aspetta fiduciosa settembre. Probabilmente non sarà in aula. Le sue ragioni saranno fatte valere dall’avvocato Concetta Menna.

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