Vasto esce dal Patto Trigno Sinello

Il Comune crea un proprio sportello delle attività produttive. Protesta San Salvo
VASTO. Il Comune di Vasto decide di non voler più usufruire dei servizi dell’associazione dei comuni del Patto Trigno Sinello e istituisce uno sportello unico delle attività produttive in città. Il nuovo servizio negli ex palazzi scolastici di corso Italia, sarà autonomo e consentirà, stando a quanto affermato dal sindaco Francesco Menna, di «aumentare l’efficienza e l’efficacia della gestione delle pratiche, riducendo i costi».
Ieri lo sportello, che entrerà in funzione a marzo, è stato presentato in conferenza stampa, alla presenza degli assessori Anna Bosco, Alessandro D’Elisa, Licia Fioravante, Paola Cianci e Carlo Della Penna, funzionari e dirigenti. «Il Suap è il primo e incisivo punto di contatto fondamentale fra le imprese e le istituzioni pubbliche per tutte le pratiche relative all’apertura e alla conduzione aziendale», spiega il sindaco, «e la gestione di questo servizio da parte del Comune di Vasto permetterà una più rapida e celere risposta alle tante istanze inviate, e lo farà valorizzando le risorse già in possesso del Comune offrendo così ai cittadini un valido servizio».
Una decisione, quella presa dall’amministrazione comunale vastese, che scatena l’immediata reazione di quella di San Salvo. «È un’azione che viola quel principio di unità economico-amministrativa territoriale, che nacque con l’associazione dei comuni 25 anni fa», ribatte la sindaca Emanuela De Nicolis, “un principio saldo a cui tutti i sindaci del territorio in questi decenni hanno tenuto fede, nonostante le diverse appartenenze politiche, nonostante le simpatie o antipatie personali. Quello di Francesco Menna è un atto che denota una totale mancanza di rispetto nei confronti del territorio, termine del quale troppo spesso si abusa, senza avere contezza di quel che significhi probabilmente. Per 25 anni questo comprensorio ha ragionato con una comunità di intenti, ma oggi Menna ha deciso che Vasto non lavorerà più di concerto con gli altri 55 comuni dell’Associazione dei comuni del Patto Trigno e Sinello, distruggendo in questo modo l’unità di questo territorio, una visione unitaria di sviluppo che è sempre stata solida e mai intaccata da personalismi e campanilismi. Quello che lascia più sgomenti è che sia stato proprio il presidente della Provincia a compiere tale atto campanilistico».
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