Veleni e scarichi, verifiche nella centrale

30 Dicembre 2016

Dopo la scoperta della salmonella nel canale di bonifica il Comune incarica l’Arta per gli accertamenti nell’impianto a biogas

LANCIANO. Si cerca una correlazione tra l’acqua melmosa rinvenuta nel canale di bonifica di Villa Pasquini, piena di batteri da escherichia coli e salmonella, così come certificato da Arta e Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise, e lo sversamento scoperto qualche settimana fa dall’associazione Nuovo Senso Civico, fuoriuscito dalla centrale a biogas della società Ata Energia Società Agricola Srl. Il Comune di Lanciano ha dato mandato all’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente di effettuare nuovi campionamenti, ma questa volta all’interno della centrale e, più precisamente, nel cosiddetto “digestato” (che dovrebbe essere costituito, così come dichiarato dai titolari dell'impianto, da mais, sorgo e triticale) che viene lavorato all’interno della struttura. Questo per capire se c’è un nesso di causa-effetto tra i liquami provenienti dalla centrale, fuoriusciti, secondo quanto riferito dai gestori dell’impianto, a causa di guasto a due valvole pneumatiche, comportando così il “troppo pieno” da una vasca di digestato liquido, e gli sversamenti nel fosso canale di bonifica risultati poi contaminati. A Villa Pasquini coesistono difatti due emergenze: da un lato i terreni zuppi del digestato vegetale proveniente dalla centrale e di cui non si conosce ancora la composizione esatta dato che l’Arta non ha effettuato campionamenti sui terreni e che il Comune, che ha fatto effettuare invece le analisi a un laboratorio privato, non è in grado ancora di fornire delle risposte sull’esito dei campionamenti. Dall’altro si è scoperta invece la presenza di un canale pieno di liquami con una elevatissima carica batterica di escherichia coli e salmonella. Ci sono collegamenti tra i due episodi? È quello che cercherà di scoprire il Comune che nel frattempo ha emanato due ordinanze di divieto dell’uso irriguo e zootecnico dell’acqua dei pozzi in un raggio di 500 metri dalla centrale a biogas e di quella presente nel fosso canale.

L’allerta sanitaria e ambientale. Ci sono batteri pericolosi per l’uomo nel canale di bonifica oltre a quelli rilevati dall’Arta? A chiederlo è, ancora una volta, il Comune di Lanciano tramite il settore delle politiche ambientali, sia all’Arta regionale che all’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise. L’allarme è scattato anche a seguito del fatto che uno dei funzionari accorsi a Villa Pasquini, è caduto, accidentalmente, proprio in una delle paludi di melma che si sono formate lungo il percorso del canale di bonifica. All’apparenza infatti le acque putride e maleodoranti in alcuni tratti si sono uniformate al terreno e sono del tutto invisibili ad occhio umano. Solo camminandoci sopra, nel bel mezzo della boscaglia, ci si accorge che ci si trova di fronte a vere e proprie “sabbie mobili” di liquami. E la disavventura del dipendente comunale ne è la prova. Anche l’associazione Nuovo Senso Civico tramite il presidente Alessandro Lanci, ha fatto più volte appello alle istituzioni affinchè, oltre ai batteri facilmente identificabili, si possa campionare anche quelli pericolosi e potenzialmente letali per gli esseri umani come clostridium, tetani, botulinum, perfringens e le salmonelle.

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