Vendono alcol a 15enne, tre a processo
Sotto accusa due baristi e il gestore di un locale: la ragazza, dopo il drink a base di vodka, si sente male e finisce in ospedale
CHIETI. Sono finiti sotto processo per aver venduto un cocktail alcolico a una ragazzina di 15 anni. Due baristi e il gestore di un locale di Orsogna dovranno difendersi davanti al giudice di pace di Chieti: rischiano fino a un anno di arresto. L’episodio risale al 21 luglio del 2017. A denunciare tutto è stata la madre della minore, che si è rivolta ai carabinieri della locale stazione. La donna ha raccontato che, quella sera d’estate, aveva accompagnato la ragazzina a un evento in programma in paese: «Lei ha trascorso un paio d’ore in compagnia delle sue amiche. Ed io, che ero rimasta nei pressi, ogni tanto mi affacciavo per vedere se andava tutto bene. Verso le 23 mia figlia si è recata alla cassa del bar per prendere un cocktail che si chiama Japanese Ice Tea, a base di vodka, gin, rum bianco, Midori e Sweet&Sour. Lo ha pagato 4 euro, poi le hanno consegnato la bevanda in questione. Anche le sue amiche avevano preso lo stesso cocktail». A quel punto, secondo quanto riferito dalla donna, la 15enne ha accusato un malore. «Purtroppo, subito dopo aver bevuto il cocktail, ha iniziato a stare male ed è caduta rovinosamente a terra, andando a sbattere contro un muretto: perdeva parecchio sangue dalla bocca». E ancora: «A informarmi dell’accaduto è stato mio nipote, che è rimasto molto spaventato, così come le sue amiche che hanno tentato fin da subito di soccorrerla. Quando sono arrivata sul posto, ho trovato mia figlia coperta di sangue e riversa su una panchina. Immediatamente l’ho accompagnata al pronto soccorso più vicino, quello dell’ospedale di Ortona. Da lì è stato disposto il trasferimento a Lanciano, dove è stata ricoverata e dimessa dopo 3 giorni. I medici hanno diagnosticato a mia figlia un trauma cranio facciale, mentre l’assunzione di alcolici è stata confermata dalle analisi fatte in ospedale». La donna ha allegato alla denuncia la cartella clinica della minore e una serie di foto.
Dopo aver ricevuto gli atti dai carabinieri, il sostituto procuratore Marika Ponziani ha aperto un fascicolo e iscritti nel registro degli indagati il gestore del bar, un 25enne, e i due baristi, una ragazza di 22 anni e un giovane di 34. L’ipotesi di reato è «somministrazione di bevande alcoliche a minori». In caso di condanna, è prevista anche la sospensione dell’esercizio pubblico. I tre giovani sono stati citati davanti al giudice di pace per l’udienza del 5 marzo.
Gli imputati, che respingono ogni accusa, sono assistiti dagli avvocati Antonello D’Aloisio e Lucia Di Crescenzo. Per la difesa, non è assolutamente dimostrabile il fatto che la ragazzina abbia preso da bere proprio in quel bar. Inoltre, stando alla consulenza del medico legale nominato dalla procura, le lesioni riportate dalla minorenne non hanno un legame diretto con l’assunzione di alcol.
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