Venti malati di tumore senza più trasporto

31 Marzo 2016

Da lunedì la cooperativa Croce Gialla sospende il servizio. Il caso approda in consiglio regionale

LANCIANO. «Ho ricevuto la lettera della Croce Gialla in cui si dice che sospenderà il servizio di trasporto dal 4 aprile e sono caduta in depressione. La leggevo con le lacrime agli occhi. Lacrime di rabbia, sgomento e tristezza perché vivo sola, non ho la macchina e mi chiedo, senza di loro, come farò il terzo ciclo di chemio che devo effettuare a Chieti. Dovrò interrompere le cure? Perché tagliano il servizio? Perché questa ingiustizia a persone che già soffrono?». È lo sfogo di R.Z. che da alcuni mesi, grazie alla cooperativa di Lanciano, effettua le chemioterapie a Chieti. La donna è rimasta sconvolta nell’apprendere che non potrà più usufruire del trasporto per lei fondamentale: è sola, senza auto e, dopo una chemioterapia, di certo non può prendere agevolmente i mezzi pubblici per tornare a casa. Come lei ci sono altri utenti, una ventina della zona frentana e dell’entroterra, anche anziani, che da lunedì non potranno più contare sul sostegno della Croce Gialla a cui la Asl ha imposto l’interruzione del servizio. Una decisione presa dalla direzione aziendale perché le normative regionali non consentirebbero l’erogazione di questo servizio da parte delle aziende sanitarie della regione. Una scelta sciagurata che ha gettato nello sconforto diversi pazienti e che ha portato Mauro Febbo, presidente della commissione regionale di vigilanza (si era occupato del problema già nel novembre scorso, quando ci fu una breve sospensione del servizio), a intervenire. «Ho incontrato il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio», dice Febbo, «per sottoporre il problema e chiedere l’inserimento, nel prossimo consiglio regionale, quello del 5 aprile, di una discussione sul trasporto dei malati oncologici. L’interruzione del servizio da parte della Croce Gialla disattende le disposizioni e gli impegni contenuti nella risoluzione n.2 del 3 dicembre 2015, adottata all’unanimità dal consiglio e pubblicata sul Bura il 17 febbraio scorso, la quale garantiva il trasporto dei malati oncologici in tutto il territorio regionale». Febbo chiede l’intervento dell’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci e della Asl affinchè evitino l’interruzione del servizio. Intervento chiesto anche dal capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Pietro Smargiassi, che presenta un’interrogazione a Paolucci e al commissario Luciano D’Alfonso per capire le ragioni di questo nuovo stop. Imposto al servizio di trasporto dei malati oncologici «nonostante la risoluzione regionale che impone il servizio», ricorda Smargiassi, «nonostante gli sforzi, miei e degli altri consiglieri che si sono occupati della vicenda, volti ad una sanità più giusta e maggiormente attenta ai bisogni dei più deboli, di quei malati che evidentemente continuano a non essere tra le priorità della sanità regionale». (t.d.r.)

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