Venti posti letto per anziani malati

Ristrutturata e aperta la residenza sanitaria per i pazienti del Sangro-Aventino
CASOLI. Ampi spazi, colori, quadri, fiori perché gli anziani, pazienti fragili, possano continuare a colorare la propria vita. È la residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di Casoli, inaugurata ieri ma già operativa visto che i primi pazienti, attualmente ricoverati al terzo piano dell’ex ospedale Consalvi, da lunedì inizieranno a riempire le stanze ristrutturate (costate 346.000 euro) dell’ex dispensario. I nomi dei pazienti campeggiano già sugli armadi nuovi. Venti posti letto divisi in stanze da due letti, ognuna con bagno interno, ambienti spaziosi e climatizzati, palestra, lavanderia, uffici e spazi di socializzazione: la residenza va ad implementare l’offerta della sanità territoriale nel Sangro-Aventino. «È un giorno di festa per il territorio», dice Fioravante Di Giovanni, direttore del Presidio territoriale d’assistenza (Pta) di Casoli, «perché in questa struttura ci saranno persone della nostra zona, come lo sono i pazienti dell’ospedale di comunità. Anziani che altrimenti sarebbero dovuti andare a San Giovanni Teatino».
Che la Rsa sia un tassello importante per la sanità delle aree interne lo dimostra la presenza del sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, che ha chiesto anche altri servizi per il Pta, e dei colleghi di Lama dei Peligni, Altino, Torricella Peligna, Gessopalena, Roccascalegna e Tornareccio. «Questa inaugurazione è vera», sottolinea Vincenzo Orsatti, direttore sanitario Asl, «perché già 7 anni fa, prima della ristrutturazione, la struttura fu attrezzata in tutta fretta per accogliere e dare dignità ai pazienti trasferiti da Villa Pini. I quali ora, dopo una permanenza temporanea al Consalvi, torneranno in questa palazzina completamente trasformata e adeguata alle norme sull’accreditamento». Si creerà poi un effetto domino perché nei locali del Consalvi, che saranno lasciati liberi dagli anziani ex Villa Pini, si trasferirà l’ospedale di comunità che, avendo a disposizione maggiori spazi e con numeri record di ricoveri (320 circa in un anno) passerà da otto a 20 posti letto. «Poi sarà la volta dell’attivazione dell’Unità complessa di cure primarie, della residenza anziani e del potenziamento degli ambulatori», aggiunge Orsatti, «Casoli è l’esempio positivo di quello che accadrà a Guardiagrele e poi ad Atessa». «L’emergenza del futuro sarà dare assistenza ai pazienti cronici, ai non autosufficienti e ai soggetti fragili», chiude l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, «noi saremo pronti a fronteggiarla con servizi come questi, diffusi sul territorio, che abbiamo progettato e, specie nel Sangro-Aventino, sono già in corso di realizzazione. Abbiamo compiuto e dato corso a scelte a favore del territorio, tagliato spese inutili per dare a queste categorie di pazienti risposte assistenziali di diverso grado di intensità, ma prolungate nel tempo».
Teresa Di Rocco
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