Verì promette: ad Atessa ospedale di area disagiata

L’assessore regionale mostra le carte: «Il futuro del San Camillo non è a rischio» Ma stasera sindaco e comitato cittadini scendono in strada per chiedere certezze
ATESSA. «La nostra presenza qui, oggi, è una garanzia per voi, l’ospedale di area disagiata di Atessa avrà un futuro certo e quello che conta sono questi fogli, queste firme, queste delibere». Questo ha affermato l'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, in una conferenza stampa, su «programmi e progetti sull’ospedale di Atessa» organizzata da Lega, FI, UdC e FdI che si è svolta in un ristorante di Monte Marcone. Oltre alla Verì erano presenti, l’assessore regionale Nicola Campitelli, il direttore sanitario della Asl teatina Thomas Schael, esponenti dei partiti di centrodestra, diversi sindaci e amministratori comunali.
Intanto questa sera ad Atessa si svolgerà in piazza Garibaldi una fiaccolata organizzata dal comitato spontaneo in difesa del territorio, cui hanno aderito il Pd, Mau e Uniti per Atessa, per «chiedere l’immediata attuazione della conferma dell’ospedale di area disagiata e la restituzione immediata di tutti i reparti ospedalieri».
«Anziché fare fiaccolate bisogna lavorare sui progetti realizzabili come quello che ha presentato l’assessore Verì», ha detto Campitelli che ha anche sottolineato le responsabilità del sindaco Giulio Borrelli, sull’ospedale di Atessa, come coordinatore del Mca nel precedente governo regionale. Entrando nello specifico dei programmi è stato ribadito che il San Camillo è diventato «centro regionale per la riabilitazione cardio-polmonare per i guariti dal Covid», che hanno bisogno di terapie riabilitative, con 42 nuovi posti letto, inoltre saranno ripristinati tutti i servizi che temporaneamente erano stati tolti. È già presente un nuovo mammografo e la Tac a 160 strati, la migliore della Asl, rimarrà al San Camillo; l’endoscopia, che disporrà di due sale, sarà rinnovata e potenziata, sarà riattivata la radiologia, completamente rinnovata, l’ecografia sarà ultima generazione, il pronto soccorso aperto 24 ore, ci saranno il poliambulatorio e il distretto.
«Un ospedale di area disagiata deve avere dentro la chirurgia e la medicina. Niente esclude», ha affermato Schael, «che Atessa possa diventare un centro di endoscopia interventista mentre prima era solo diagnostica. Si sta iniziando a ragionare come mettere in rete tutto ciò». «Siamo stati noi a richiedere a Roma l’ospedale di area disagiata per Atessa e la risposta è stata affermativa», ha affermato la Verì che ha aggiunto: «A marzo del 2016 la precedente giunta regionale ha definito Atessa un Pta, nel 2017 c'è stata la richiesta di area disagiata però non è mai stata comprovata da una documentazione esatta da inviare al ministero, come la cosiddetta tabella C. Noi parliamo con i fatti e gli atti: a pagina 80 del Def (documento economico finanziario) abbiamo messo nero su bianco: “Per gli ospedale di Atessa e Castel di Sangro è stata formulata dalla nuova Giunta una richiesta di riconoscimento di status ospedale di area disagiata”. Altri investimenti saranno fatti nell’ospedale di Atessa e sottolineo ospedale. L’importante è essere trasparenti».

