Verdetto sul Gesù Bambino La scuola chiuderà a giugno

Dalla casa madre di Roma l’annuncio ufficiale malgrado le proteste dei genitori Valente: «Al vaglio alternative». Borrelli: «Siamo delusi». Il vescovo in campo
LANCIANO. “Caro Gesù Bambino, quest’anno non ti chiedo nulla, solo che non chiuda la mia scuola”. Sono decine le letterine come questa scritte dagli alunni dell’istituto scolastico paritario delle suore francescane di Gesù Bambino di via Fagiani. La risposta che famiglie, personale e bambini temevano è difatti arrivata: l’istituto dovrà chiudere alla fine dell’anno scolastico, a giugno 2015. A nulla sono valse le richieste e gli appelli di mamme e papà che si sono mobilitati contro la chiusura della scuola.
Nonostante i diversi giorni di tempo che i responsabili di Roma dell’istituto francescano si erano dati per decidere, il verdetto è stato lapidario e più che mai fermo. Tra le motivazioni addotte dalle religiose per comunicare la scelta della direzione romana, ci sono alcuni problemi economici, che tuttavia, secondo il parere delle famiglie sarebbero «risolvibili e di scarsa entità», e l’età avanzata delle suore che insegnano e che non possono essere sostituite da altre religiose data la crisi delle vocazioni degli ultimi anni. Il rischio, secondo i vertici dell’istituto, è che le insegnanti laiche superino quelle religiose.
E così, dopo 40 anni di storia in città, il Gesù Bambino rischia di chiudere per sempre. La struttura ospita tre sezioni delle materne e una delle elementari con 150 iscritti e 30 dipendenti tra maestre, cuoche e personale ed è considerata dalle famiglie uno dei fiori all’occhiello tra gli istituti scolastici cittadini. La scuola è paritaria, ma privata. Le famiglie pagano le rette per i figli. I genitori sono da giorni sul piede di guerra e hanno chiesto aiuto e sostegno anche all’amministrazione comunale.
«Da parte delle famiglie non c’è rassegnazione», spiega il vicesindaco Pino Valente, «ma voglia di combattere fino all’ultimo. Come Comune stiamo studiando, sia con l’assessore all’istruzione, Marcello D’Ovidio, che con i dirigenti comunali del settore, delle possibili soluzioni a questa incresciosa situazione. L’obiettivo di tutti è quello che il Gesù Bambino non chiuda ed è importante che le famiglie non fuggano dalla scuola prima della fine dell’anno: si rischia l’ingolfamento delle classi delle altre scuole e la lenta agonia di questo istituto». «Come ex mamma, ma anche come amministratore comunale, «interviene il consigliere Pd Maria Saveria Borrelli, «sono rimasta molto delusa dall’atteggiamento intrapreso a Roma. Chiudere questa scuola, che peraltro ospita più alunni che la sede romana di questo istituto, significa tradire tutte le motivazioni che la fondatrice (la sulmonese Barbara Micarelli, ndc) aveva in mente». Della vicenda si sta interessando anche monsignor Emidio Cipollone, arcivescovo di Lanciano-Ortona.
Daria De Laurentiis
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