Verso le elezioni in Provincia: cinque in corsa nel centrodestra

Vogliono candidarsi Di Prinzio (Guardiagrele), Budano (Villalfonsina), Marinucci (Casalbordino), Iannone (Tornareccio) e Micucci (Rapino). Una decisione definitiva è attesa già per domani
CHIETI. Per il centrodestra in cinque avanzano la propria candidatura per la presidenza della Provincia: due in quota Lega, due per Forza Italia e uno per Fratelli d’Italia. Si tratta di Mimmo Budano, sindaco di Villalfonsina, e Nicola Iannone, sindaco di Tornareccio per la Lega; Donatello Di Prinzio, sindaco di Guardiagrele, e Filippo Marinucci, sindaco di Casalbordino, per Forza Italia; e infine Rocco Micucci, sindaco di Rapino, per Fratelli d’Italia. Si chiude con le cinque proposte di candidatura la riunione di ieri sera del centrodestra a Lanciano, nei locali di Villa Medici, in vista delle prossime elezioni provinciali. In tempo stringe: si vota il 18 dicembre, ma le liste, di 12 candidati ognuna, devono essere presentate tra sabato e domenica. Nei giorni scorsi, all’unanimità, era stato invitato a presentarsi Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e già presidente della Provincia. Ma il diretto interessato ha declinato.
«È stata una riunione molto partecipata», ha detto al termine del vertice il capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia, nonché responsabile regionale organizzativo del partito, Mauro Febbo, «c’erano quasi 200 amministratori del territorio che hanno dimostrato grande volontà di partecipare al dibattito». Altra novità riguarda la lista del centrodestra, che potrebbe non essere più unica. La prima lista di 12 candidati sarebbe per lo più completa. Si è pensato, perciò, anche a una possibile seconda lista che dovrebbe essere composta da amministratori dei piccoli centri della provincia, che sono tantissimi e che perciò smaniano per avere una rappresentanza. Sulla possibilità di avere una seconda lista e sulla candidatura alla presidenza il centrodestra intende prendere una decisione definitiva entro domani. Saranno i cinque sindaci che hanno avanzato la propria candidatura alla presidenza a tentare di mettersi d’accordo prima tra di loro. Se non ci riusciranno, il tavolo di coalizione si riunirà nuovamente domani e sarà quello il luogo per trovare una sintesi tra le diverse proposte. Il tavolo provinciale ha comunque ribadito la volontà di unità. I numeri non sono a favore del centrodestra, ma alla coalizione non manca molto per poter affiancare e sorpassare il centrosinistra, sempre che si presenti compatta. Con il sistema del voto ponderato con cui si elegge il presidente della Provincia, contano soprattutto gli amministratori dei grandi centri. Un solo consigliere comunale di Chieti pesa come due piccoli comuni. Ecco perché dal centrodestra si guarda con attenzione soprattutto a Chieti e a Ortona. Il Comune adriatico è guidato da uno schieramento civico, con personalità vicine al centrodestra, il capoluogo di provincia è guidato, invece, da una maggioranza composta dal centrosinistra più una componente civica, proveniente in larga parte dal centrodestra. Lo schieramento di centrosinistra, inoltre, è alle prese con problemi di unità, visto che non c’è accordo sul nome del candidato presidente: da una parte c’è, infatti, la candidatura del sindaco di Vasto Francesco Menna (Partito democratico), dall’altra quella dell’ex vice del presidente uscente, il sindaco di Montelapiano Arturo Scopino. Se dovesse dividersi, quella che sulla carta appare la coalizione vincente potrebbe perdere anche il suo primato. Febbo è ottimista: «Ce la possiamo giocare, siamo lì», dice il capogruppo forzista, «penso che ci separano circa 1.500, massimo 1.700, voti ponderati, perché il centrosinistra, compreso la componente di Scopino sta sui 50mila voti ponderati e noi siamo oltre 48mila. Se poi Scopino intende presentare la lista, credo che il centrosinistra abbia seri problemi. Perché il raggruppamento che fa capo a Scopino pesa circa 5mila voti ponderati. E dunque, secondo me, la partita è ancora molto aperta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

