Verso le lezioni solo in presenza: si pronuncia il Senato accademico

6 Agosto 2023

Il rettore Stuppia: «La pandemia è finita e la didattica a distanza non ha più ragione di esistere» Allo studio le agevolazioni per le categorie di studenti che hanno difficoltà a frequentare l’ateneo

CHIETI. Università d’Annunzio di Chieti-Pescara ufficialmente chiusa da ieri per le ferie estive sino al prossimo giovedì 17 agosto, quando riapriranno gli uffici e ripartirà l’intera attività amministrativa dell’ateneo. Per la ripresa delle lezioni, invece, se ne riparla a settembre. Tra le prime decisioni da prendere c’è quella sulla modalità di erogazione della didattica: si dovrà capire se mantenere soltanto la didattica in presenza, come prima del Covid, oppure se continuare a mantenere una modalità doppia, ovvero sia in presenza che a distanza.
A metà settembre è prevista una riunione del Senato accademico che deciderà quale sarà la modalità di erogazione della didattica. Durante l’emergenza Covid l’ateneo ha fatto grandi sforzi per organizzare una didattica a distanza, metodo che è stato utilizzato anche quando le lezioni sono riprese in presenza. Da settembre prossimo, però, le cose potrebbero cambiare. Con la ripresa del nuovo anno accademico, infatti, si potrebbe tornare alle lezioni in presenza senza più utilizzare la modalità doppia.
L’importanza delle lezioni in presenza viene sottolineata anche dal nuovo rettore Liborio Stuppia che, pur ricordando che «la decisione verrà presa nel corso della riunione del Senato accademico che si terrà a metà settembre», pensa che sarebbe auspicabile tornare tutti in presenza. Il problema si pone ovviamente per quei corsi che hanno una frequenza obbligatoria. Sono circa 24mila gli studenti dell'ateneo di Chieti-Pescara, circa la metà rientra nella categoria di studente fuori-sede.
«Finite le restrizioni dovute all’emergenza pandemica», dice il rettore, «le forme di erogazione della didattica a distanza non hanno più ragione di esistere. Anche se l’ateneo, nello scorso anno accademico, ha mantenuto forme di didattica on line soprattutto per venire incontro a determinate categorie di studenti che, a prescindere dal problema pandemico, avevano difficoltà ad andare fisicamente in aula. Io comunque ritengo che le lezioni in presenza abbiano una grandissima importanza sia per gli studenti, per quanto riguarda cioè l’aspetto della socialità, sia per il territorio dal punto di vista dell’indotto che deriva dall’università. Per contemperare tutte le esigenze, sia quelle degli studenti che quelle del territorio, stiamo lavorando su ipotesi di agevolazioni per quelle categorie di studenti, come ad esempio le studentesse in gravidanza, che fanno maggiore fatica a seguire le lezioni in presenza. Pensiamo ad esempio ad ampliare i margini di tolleranza della mancata presenza. I docenti, inoltre, metteranno a disposizione degli studenti il materiale didattico per via telematica».
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