Vertenza Ops, sos dei sindacati alla Regione

Sono 35 i lavoratori, impegnati nel controllo degli impianti termici, in attesa di essere riassorbiti
CHIETI. Da giugno dell’anno scorso sono in attesa, così come prevedono le nome (legge Delrio e Madia, senza escludere decreti regionali), del passaggio di competenze tra la Provincia di Chieti e la Regione. A quasi un anno di distanza, tuttavia, i 35 lavoratori della Ops di Chieti vivono ancora nell’incertezza sul loro futuro occupazionale. A segnalare la situazione sono Andrea De Lutis (Fiom Cgil) e Dorato Di Camillo (Fim Cisl). La Ops, in particolare, è una società partecipata dalla Provincia che per effetto delle norme citate deve passare alla Regione, e con essa i lavoratori, impegnati nel servizio di controllo per l’accertamento dell’effettivo stato di manutenzione e di esercizio degli impianti termici. Oltre agli impianti termici nell’oggetto della società c’è anche la realizzazione del sistema informativo provinciale, composto dai progetti denominati Sipi (Sistema Informativo Provinciale Integrato) e Catasto Sitp (Sistema informativo territoriale provinciale). «Di fatto», sostengono De Lutis e Di Camillo, «le norme vigenti in materia prevedono il passaggio di competenza e responsabilità dalla Provincia di Chieti alla Regione Abruzzo, e questo dovrebbe automaticamente risolvere il problema, ma ad oggi la Regione tace sull’ argomento e risulta inadempiente lasciando nell’incertezza 35 lavoratori». Il passaggio normativo in base al quale dovrebbe concludersi l’operazione, sostiene Di Camillo, risale allo scorso anno, e prevede che tutte le partecipate vadano a confluire in un unico progetto. «Oltre all’aspetto occupazionale», aggiunge, «c’è anche quello della sicurezza, legato al controllo degli impianti termici. Senza parlare dell’indotto fatto di piccole aziende che ruotano intorno al progetto, e che danno lavoro a circa un migliaio di persone». L’Ops è una società a totale capitale pubblico (89,7% della Provincia, e 10,3/ del Comune di Chieti), secondo il modello in house providing per la produzione di beni e servizi strumentali, costituita nel 1999. De Lutis . «Purtroppo», conclude De Lutis, «la Regione sta facendo orecchie da mercante nonostante i decreti voluti da Lolli e Mazzocca che prevedono anche la presa in carico dei lavoratori. È passato quasi un anno, ma ancora non ci ricevono». (a.bag.)

