Vertice al governo, Sevel presenta i piani di rilancio

Oggi al ministero dello Sviluppo economico l’azienda incontra i sindacati Si discute su investimenti e nuovi furgoni. La Fiom: bisogna puntare sull’idrogeno
ATESSA. È in programma oggi nella sede del ministero dello Sviluppo economico a Roma, il tavolo di lavoro tra Stellantis, governo e sindacati. Un incontro che si attendeva da tempo e che dovrà far luce sui piani della quarta potenza mondiale per la produzione di automobili sui suoi stabilimenti italiani ed esteri, investimenti, nuovi prodotti da lanciare sul mercato e i dati della produzione degli ultimi mesi. La crisi mondiale dei semiconduttori sta impattando già da fine 2021 in molti settori, in particolare quelli dell’informatica e dell’automotive. Anche Sevel, stabilimento modello del gruppo e che ha abituato negli anni al raggiungimento di importanti record produttivi, ha dovuto mordere il freno sul fronte della produzione, calata bruscamente di 40mila veicoli rispetto a maggio 2021, quando erano partiti i 18 turni per far fronte a una maggiore produzione. La carenza di semiconduttori ha invece provocato il ritorno ai 15 turni e un contraccolpo sull’occupazione di 1000 lavoratori, 600 dipendenti a contratto determinato a cui non è stato rinnovato il contratto e i trasfertisti ritornati nei loro plant di provenienza. E i problemi sulla fornitura non riguardano solo microchip e semiconduttori, ma anche componentistica in generale, fino ai motori, per problemi di approvvigionamento delle materie prime, caro petrolio, difficoltà logistiche e stop produttivi dovuti anche al Covid.
«La Fiom», si legge in una nota della segreteria provinciale, «si aspetta da questo incontro che vengano riconosciuti gli sforzi, le professionalità e i sacrifici messi in campo in questi anni dai lavoratori della Sevel e dell’indotto. Stellantis dovrebbe illustrare gli investimenti che consentirebbero di realizzare il nuovo furgone cogliendo le opportunità delle nuove tecnologie. Per Fiom Chieti, in Val di Sangro, va realizzato un furgone elettrico per cogliere le prospettive illustrate nel Piano industriale del 1° marzo 2022. Sarà fondamentale pensare sia alle nuove generazioni di furgoni, sia elettrici che Fuel Cell, puntando in particolare sull’idrogeno e investendo anche su questa tecnologia. Questo è quello che ci aspettiamo», conclude il sindacato, «e questo è il minimo che si deve avere per riconoscere alle donne e uomini di questo territorio e di questa regione per quanto hanno messo in atto e hanno reso possibile in questi 41 anni».

