Vertice con la protezione civile: «Ora studiamo il rischio frane»

20 Ottobre 2022

Il sindaco incontra i tecnici regionali per un confronto sui pericoli di dissesto idrogeologico in città Il Comune fornirà la documentazione geologica, Ferrara: «Indagini sulla situazione della collina»

CHIETI . Il dissesto idrogeologico sul territorio di Chieti è stato al centro di un incontro a cui ha preso parte il sindaco Diego Ferrara. L’amministrazione comunale aveva richiesto un confronto con la protezione civile regionale e ieri si è tenuto alla presenza dei vertici e tecnici del settore della Regione e la partecipazione della responsabile del servizio urbanistica comunale, Lucia Morretti e dell’ingegnere Tommaso Colella, funzionario comunale del settore tecnico. «Siamo stati accolti e ascoltati», riferisce il sindaco, «abbiamo ricevuto una disponibilità di cui eravamo certi e l’attenzione che merita una situazione come la nostra. Abbiamo fatto presente tutto lo stato dell’arte da parte comunale sulle zone più colpite dal fenomeno, di cui forniremo loro anche tutte le carte, i documenti prodotti nel tempo, i monitoraggi effettuati, la fotografia della situazione anche demografica, quindi com’è cambiato il numero degli abitanti alla luce dei vari sgomberi che ci sono stati a fronte delle demolizioni avvenute e da compiere. Tutto questo a prescindere dagli interventi in itinere che metteremo in campo con il Piano triennale delle opere pubbliche».
Sono stati richiesti i dati su tutti i rilievi geologici fatti: con gli inclinometri, con i sensori, con l’utilizzo di droni laser e tutta la documentazione scientifica. Questo paniere di carte consentirà loro di studiare la situazione dell’intera collina e capire se ne serviranno altri, che saranno sostenuti con fondi dedicati direttamente dalla protezione civile regionale. «Un obiettivo a breve termine», afferma il sindaco, «entro due mesi questa fase dovrebbe chiudersi, in modo da poter attivare anche la protezione civile nazionale per avere risposte sulla nostra situazione e sulle eventuali azioni che saranno ritenute opportune. Si tratta», conclude il primo cittadino, «di livelli che servono a capire l’entità del rischio dell’intera zona di via Arenazze, via don Minzoni e Gran Sasso e il fronte che si sta verificando nella zona del cimitero a Madonna del Freddo, sarà monitorato, perché al momento gli interventi sono meno prioritari, rispetto ad altre zone». (a.s.)
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