Vertice sulla sicurezza con il prefetto

Convocati a Chieti i sindaci di Vasto e San Salvo su forze dell’ordine, malavita e videosorveglianza
SAN SALVO. Sicurezza, i sindaci di San Salvo, Tiziana Magnacca, e di Vasto, Francesco Menna, sono stati convocati per questa mattina dal prefetto di Chieti, Antonio Corona. Al centro dell’incontro la vulnerabilità del Vastese, i continui attacchi della malavita pugliese e campana che, uniti alla microcriminalità locale, hanno minato la sicurezza del territorio. Qualche giorno fa, nel corso di una riunione in Comune, gli industriali di San Salvo e l’Arap (Agenzia regionale attività produttive) hanno programmato una serie di iniziative di difesa. In particolare si è discusso della realizzazione di un comitato che gestirà la vigilanza privata, di videosorveglianza e della necessità di rinnovare il protocollo “Mille Occhi sulla Città”. «Resta alta l’attenzione della prefettura di Chieti verso i temi della sicurezza», ha dichiarato il primo cittadino, «attraverso il servizio di videosorveglianza, che va implementato, si potrà contribuire a compiere passi in avanti nell’ambito delle azioni a supporto della prevenzione e del controllo nei nostri territori comunali». La Magnacca ha rinnovato l’invito ai cittadini a utilizzare il bando che verrà ripetuto anche quest’anno per la videosorveglianza. E sul sistema di controllo della città con le telecamere pare intenzionato ad insistere anche il Comune di Vasto. Anche ieri, purtroppo, in città si sono registrati nuovi episodi di furti. Sul raid della scorsa settimana in un emporio di articoli sportivi in corso De Parma, grazie alla videosorveglianza potrebbero presto esserci novità. Le telecamere hanno ripreso le auto che aspettavano i sei ladri con il bottino in mano. Le targhe pare siano poco leggibili, ma ci sono altri particolari che la polizia sta osservando con attenzione. Sì alle telecamere, quindi, ma i sindaci chiedono anche che vengano trovate soluzioni per bloccare la malavita al confine. La presenza dello Stato nel Vastese, porta meridionale dell’Abruzzo, è importante. La malavita organizzata è appena a 50 chilometri di distanza. «Chiediamo che sulla Adriatica e sulla Trignina vengano istituiti posti di blocco come quelli che vengono organizzati sulla A14», dicono gli operatori della zona industriale di Piana Sant’Angelo. Esasperazione e paura accomunano cittadini e industriali. Non a caso il sindaco Magnacca è arrivata a chiedere l’invio dell’esercito. Di questo e di molto altro si parlerà oggi a Chieti nel corso del summit in prefettura. (p.c.)
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