Verì: pronti a tutelare l’ospedale di Atessa

24 Maggio 2019

L’assessore incontra medici e personale sanitario, polemica con il sindaco Borrelli: «Non smobilitiamo»

ATESSA. «Stiamo valutando le diverse ipotesi sul San Camillo di Atessa logicamente tenendo conto dei dovuti parametri di sicurezza. Il nostro obiettivo è offrire il massimo per questo ospedale e per il territorio». Questa è la conclusione con la quale l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì ha concluso ieri pomeriggio l’incontro con i medici degli ospedali di Atessa e Lanciano e il personale sanitario del presidio atessano, presenti l’assessore regionale Nicola Campitelli, il dirigente sanitario Rossana Di Nella, il sindaco Giulio Borrelli e altri amministratori comunali e alcuni sindaci del territorio. L’incontro è stato, in alcuni momenti, acceso in modo particolare tra la Verì e Borrelli. Un nucleo di valutazione sta stabilendo i costi delle diverse ipotesi possibili. Un dato è certo: l’ospedale di Atessa ha bisogno di uscire da un limbo nel quale vive da anni. Dalla discussione è emerso che tre sono le diverse strade che il San Camillo può percorrere: trasformazione in Pta (presidio territoriale di assistenza) con 20 posti per ospedale di comunità, 20 di riabilitazione ex articolo 26, 20 Rsa, 20 Rada (Residenza assistita disabili adulti); trasformazione in ospedale di area disagiata con 20 posti di medicina di cui 4 day surgery, riabilitazione, laboratori, pronto soccorso aperto 24 ore; trasformazione in un centro “vocazionale” a valenza regionale come, per esempio, la medicina del lavoro oppure la riabilitazione.
Durante l’incontro è stato anche ripercorso l’iter per la trasformazione del San Camillo (che, a differenza di altri presidi come Guardiagrele Casoli, conserva la qualifica di ospedale) che è partito dal consiglio comunale del 6 novembre 2017 al quale parteciparono gli allora vertici regionali e decine di sindaci del territorio. Poi sono seguite delibere regionali, che di fatto hanno soppresso la Uosp Pta-Atessa, l’invio di una corposa documentazione al tavolo di monitoraggio romano e la relativa richiesta di integrazioni. Oggi bisogna rimettere “palla a centro”, così è stato detto dagli amministratori regionali. «Vogliamo la difesa di questo ospedale al mille per mille ma dobbiamo valutare quale sia il progetto migliore, un progetto riveduto e corretto», ha detto Verì». «Il progetto migliore per Atessa è l’ospedale di area disagiata» ha affermato Borrelli, «sia ben chiaro, noi non smobilitiamo».