Veterinario di 67 anni trovato morto in casa

Francesco Caraceni, in servizio alla Asl di Chieti e prossimo alla pensione, è stato ucciso da un malore
CHIETI. Sarebbe andato in pensione a fine anno. Francesco Caraceni, conosciuto e stimato veterinario della Asl Lanciano Vasto Chieti, è stato trovato morto nel tardo pomeriggio di ieri nell'appartamento di via Arenazze 23. Il veterinario è probabilmente deceduto nella giornata di sabato, ma il ritrovamento c'è stato solo ieri pomeriggio. Il corpo è stato trovato sul letto, nell'appartamento al terzo piano della palazzina di sei piani alle porte del centro storico di Chieti.
Originario di Crecchio, Caraceni aveva 67 anni. Lavorava alla Asl Lanciano Vasto Chieti da molti anni e anche per questo era molto conosciuto negli ambienti dell'azienda sanitaria. Era in forze al Servizio veterinario igiene degli alimenti di origine animale, la cui sede si trova nei locali dell'ex ospedale pediatrico sul colle. Per tanto tempo è stato il veterinario ufficiale del mattatoio di Chieti, fin quando la struttura era ancora in attività. A lanciare l'allarme sono stati i familiari che da qualche giorno non erano più riusciti a mettersi in contatto con lui. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra volante della questura teatina e il personale del 118 che, però, non ha potuto fare altro che constatare il decesso, avvenuto, probabilmente per un malore nella giornata di sabato.
Non essendoci dubbi sulle cause della morte, il pm di turno alla Procura di Chieti ha disposto la riconsegna della salma ai familiari. Non sono infatti emersi segni di violenza sul corpo oppure altri elementi anche nell'appartamento che potessero far pensare a qualche scenario diverso da quello di una morte naturale.
La salma è stata portata all'obitorio del cimitero di Chieti. Sul posto di lavoro, che il veterinario si apprestava a lasciare a fine dicembre avendo raggiunto il traguardo della pensione, i colleghi hanno appreso la notizia con dolore e sconcerto. In tanti lo ricordano con stima e affetto. Parlano di lui come di una brava persona, buona e generosa. Lo ricordano come un collega che amava stare in compagnia e che, sul posto di lavoro, ha sempre dimostrato di essere un professionista capace e competente.
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