Via Arenazze, il Comune: «Chiudiamo noi la voragine, subito i primi interventi»

7 Marzo 2023

Il cedimento causato dalla pressione dei mezzi pesanti su una fognatura in disuso Avviato il monitoraggio degli avvallamenti sospetti nelle altre zone della città

CHIETI. Nel giro di pochi giorni la buca di via Arenazze verrà richiusa e la strada tornerà transitabile. Dopo il doppio sopralluogo di ieri, l’amministrazione comunale ha deciso il da farsi per tornare a riaprire una delle strade d’accesso al centro storico: bisognerà attendere il tempo tecnico per realizzare un pozzetto per la raccolta delle acque e poi la voragine che si è aperta all’improvviso venerdì potrà essere richiusa.
LA VECCHIA FOGNATURA
Il primo sopralluogo si è svolto ieri mattina con Comune, Soprintendenza, Aca, Genio civile e Speleo club di Chieti. Erano presenti il sindaco Diego Ferrara, l’assessore Stefano Rispoli, il dirigente per la Protezione civile comunale Andrea Lannutti, il funzionario comunale Tommaso Colella, la squadra Aca diretta da Emidio Di Nardo, l’archeologa della Soprintendenza Anna Dionisio, il geologo per 40 anni in forza alla Soprintendenza e ora componente del gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico di Chieti Silvano Agostini, Giovanni Masciarelli del Genio civile e il presidente dello Speleo club Fabrizio Di Primio che, insieme ai due componenti del club Paolo Bottai e Alessandro Di Cicco, si è calato nella buca. I tre hanno percorso diverse decine di metri risalendo lungo il percorso della rete fognaria, fino ad arrivare nei pressi dell’ufficio postale di Santa Maria. Secondo gli esperti la fognatura in disuso, realizzata in mattoni, risale alla fine del 1800 o agli inizi del 1900. Nel pomeriggio sono stati i tecnici Aca a fare un secondo sopralluogo, giungendo alla conclusione che non vi sono rotture idriche. A far cedere la carreggiata stradale sarebbe stata, dunque, la rottura della volta della vecchia fogna, causata dalla pressione dei mezzi pesanti del cantiere che ha demolito i palazzi a rischio crollo Trinchese e Panoramico.
LA RIAPETURA A BREVE
«Si interverrà al più presto», dicono Ferrara e Ripoli, «per mettere in sicurezza la mobilità, la strada e i sottoservizi. Riapriremo quanto prima. Si procederà con la realizzazione di un pozzetto per la raccolta delle acque rilevate nei sopralluoghi e che, non transitando più nelle condotte, hanno forse reso più friabile il terreno che ha ceduto. Di certo è assurdo che sia accaduto su una via principale e che il tunnel non sia stato messo in sicurezza negli anni, nonostante diversi interventi tecnici nella zona. Il Comune farà la sua parte: a valle di via Arenazze abbiamo avviato attività di monitoraggio, controllo e intervento su situazioni palesi di dissesto idrogeologico con Protezione civile regionale, Università e Soprintendenza; monitoreremo anche altri avvallamenti segnalati in città per attivare interventi preventivi».
VIA ARENAZZE
«Questa strada si chiama così», ha spiegato il professor Agostini, «perché sotto c’erano delle vecchie cave, probabilmente già partite in età romana ma sviluppatesi successivamente. L’ultimo uso delle cave risale all’epoca della costruzione del quartiere di Santa Maria. Poi con la moderna espansione della città, le cave sono state riempite, anche solo in parte, e a seguire è stato costruito sopra e quindi con il tempo sono venuti fuori problemi di staticità delle fondazioni di alcuni edifici». Questo sarebbe il motivo per cui alcuni palazzi, come Trinchese e Panoramico, hanno iniziato a mostrare profonde crepe per cui si è deciso per l’abbattimento.
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