Via Custoza, ponte sempre più a rischio
CHIETI. Se c'è un luogo che può far capire lo stato in cui è ridotta l'area industriale della Val Pescara è quello del ponte di Via Custoza: un cavalcavia necessariamente percorso anche da camion di...
CHIETI. Se c'è un luogo che può far capire lo stato in cui è ridotta l'area industriale della Val Pescara è quello del ponte di Via Custoza: un cavalcavia necessariamente percorso anche da camion di grossa stazza, visto che porta ad aziende come la Dayco, la Mokambo ed altre ancora, per attraversare il quale bisogna affrontare un dislivello di quasi mezzo metro. Va ricordato che il problema è datato, visto che se ne parla dagli anni 90. Il cavalcavia venne anche chiuso perché presentava preoccupanti segnali di cedimenti. Venne riaperto nell'aprile del 2011, dopo lavori che interessarono la struttura portante e la sede stradale. Dopo poco tempo però si sono verificati smottamenti e cedimenti che hanno creato un grosso dislivello all'ingresso del ponte: un vero e proprio muro che rappresenta per le auto un concreto pericolo di ricevere danni, oltre a quello di poter perdere il controllo della propria vettura anche se si procede a velocità moderata. Negli ultimi tempi ci sono stati altri segnali preoccupanti, dovuti all'incuria. Di fronte allo stato delle cose, decisamente insopportabile, c'è stata anche l'offerta dei fratelli Di Nisio, titolari della Mokambo, di farsi carico dell'impiego di un camion betoniera per gettate di cemento che possano eliminare l'attuale barriera, ma l’offerta è caduta nel vuoto.
Resta a questo punto un pericolo reale che di sicuro non può essere risolto con l'unico intervento fin qui fatto, rappresentato da cartelli che impongono di attraversare il cavalcavia a 10 chilometri all'ora. Davvero "un pannicello caldo" senza alcun reale effetto. (gi.di ti.)

