Via dei Tintori, fuoco nelle case abbandonate

A spegnere le fiamme, prima che si propagassero, sono stati due passanti A fine febbraio un rogo aveva distrutto l’insegna di un negozio di frutta
CHIETI. Sono entrati ancora una volta nelle case abbandonate di via Dei Tintori per appiccare il fuoco. È l’ultima sfida dei vandali al cuore antico della città. È successo domenica sera intorno alle 22.30 nel civico 39, di proprietà comunale. Due passanti si accorgono di un rogo appiccato dentro alla struttura abbandonata, davanti alla porta d’ingresso che è stata sfondata già da tempo. Stavano andando a fuoco uno stendino di plastica e dei cartoni gettati lì da mesi: «Sono andato a prendere delle bottiglie d’acqua per spegnere le fiamme», racconta uno dei due passanti, «per fortuna il rogo si è spento subito». Degli abitanti della zona raccontano: «Domenica sera c’erano dei ragazzi che si aggiravano lungo la via, gettando sacchi dell’immondizia ovunque. Abbiamo sentito dei rumori e ci siamo impauriti». Quelle fiamme, per fortuna, non sono divampate e non hanno avvolto altre aree del complesso, non ancora del tutto ristrutturato. Anzi, su quei muri lasciati “a grezzo” sono state fatte delle scritte con bombolette spray. Inoltre, un balcone che affaccia su via Silvino Olivieri è pericolante, sulla pavimentazione esterna ci sono dei buchi e una miriade di lattine accatastate. Tuttavia, il pericolo di un incendio in pieno centro è stato ancora una volta scampato, contando anche che a fine febbraio andò a fuoco un cartone pieno di rifiuti riposto di fronte al negozio la Piccola Frutteria di via Ravizza e le fiamme carbonizzarono un’insegna dell’attività. Ma le abitazioni di via Dei Tintori, il civico 39 e il civico 36, quest’ultimo di proprietà privata, continuano a essere lasciate al completo degrado. Il 36, poi, è stato ancora una volta preso di mira dai vandali: i vetri della porta d’accesso, già sfondata, sono stati ulteriormente distrutti. Ma non finisce qui, perché anche la porta del civico 34 è stata forzata e i locali, che costituiscono parte del 36, sono diventati pure rifugio per i senzatetto. Lì, una volta salita una rampa di scale, si può accedere a una stanza dove sono stati lasciati dei vestiti riposti sopra a un comò e accanto ad esso anche una branda sfondata con sopra delle coperte: «La polizia sta venendo ripetutamente in questi giorni per controllare», diceva una residente solo la settimana scorsa, mentre mesi fa altri abitanti della zona avvisavano: «Abbiamo trovato siringhe nei locali disabitati, diventati rifugio dei senzatetto».
LA STORIA. Quegli appartamenti di via Dei Tintori fanno parte di complessi rimessi in piedi dopo che la zona fu lasciata per anni in abbandono, in seguito a dei crolli risalenti al 1994. L’area fu riqualificata solo nel 2014, quando partì la ristrutturazione di quattro alloggi sgomberati dopo il crollo: «Abbiamo chiesto un contributo regionale di 270 mila euro per riqualificare appartamenti da destinare, magari, a edilizia convenzionata», diceva all’epoca l’assessore Mario Colantonio. Ma il relativo capitolo di spesa regionale non è stato più finanziato.

