Via del Mare, niente multe «La strada è fuori legge»

20 Aprile 2018

Il comandante dei vigili scrive al sindaco: non c’è l’ordinanza per la pista ciclabile Paolucci (LiA): ciò si aggiunge a segnaletica errata, parcheggi e cordoli pericolosi 

LANCIANO. Via del Mare non rispetta i requisiti di legge: non c’è un’ordinanza che la disciplina, la segnaletica è errata, la pista ciclabile e i parcheggi non sono a norma. A dirlo sono decreti e leggi, in particolare il decreto legislativo 285 del 1992 e il decreto 557 del novembre 1999. A tirarli fuori è il comandante della polizia municipale Guglielmo Levante. Interpellato dal sindaco Mario Pupillo sul perché la polizia municipale non facesse rispettare le norme su via Del Mare, il comandante ha risposto con una lettera protocollata il 23 maggio 2017 in cui rileva le tante criticità della strada. «La lettera viene a galla ora», dice il gruppo Libertà in Azione, «perché dopo tante richieste di confronto cadute nel vuoto, abbiamo fatto verifiche sugli atti di via Del Mare e sulla ciclabile, costata 835.000 euro. È emerso quanto da noi già rilevato: segnaletica errata, parcheggi non a norma che si confondono con i marciapiedi, cordoli che sono un pericolo per le auto, mancanza di spazio per chi scende dall’auto e finisce in strada rischiando di essere investito. E ora anche l’impossibilità di fare multe. Siamo allibiti».
LA LETTERA. Il 19 gennaio scorso Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione, invia a Levante una richiesta di precisazioni su pista ciclabile, segnaletica e parcheggi. Il comandante risponde il 24 gennaio dicendo che non spetta a lui dare indicazioni. Gira la richiesta al sindaco Pupillo e all’assessore Francesca Caporale. «Dopo tre mesi, non avendo avuto risposte, il 14 aprile scorso ho riscritto al comandante», dice Paolucci, «e ho visto la lettera da lui firmata il 22 maggio 2017 in cui rispondeva al sindaco che lo aveva interpellato sulla strada, rilevando una serie di criticità». Una lettera di tre pagine in cui Levante scrive: «Per contestare ai cittadini il mancato rispetto delle regole è necessario che queste regole siano dapprima adottate».
LA SEGNALETICA. «In primis», dice Paolucci, «Levante evidenza che “non ci sono norme particolari da far rispettare dal momento che il Comune non ha ancora adottato l’ordinanza per la regolamentazione della pista ciclabile”. Senza ordinanza anche la segnaletica conseguente è illegittima. Segnali per giunta errati, posti sul marciapiede ingenerando ulteriore confusione sulla destinazione dello stesso ed incompleti». Anche i parcheggi non sono segnalati né a norma. «Se scendi dall’auto dopo averla posteggiata rischi di essere investito», rileva Paolucci, «i parcheggi per i disabili poi sono delle chicche: posti sugli incroci e accanto i muri».
LA PISTA CICLABILE. È il cuore della contestazione. Decreto ministeriale 557 del 1999 alla mano, la pista dovrebbe essere «in sede propria a doppio senso di marcia e fisicamente separata da quella relativa ai veicoli a motore e ai pedoni». Di fatto non lo è: ci sono sei intersezioni stradali e oltre 30 accessi laterali. «Degli 861 metri di lunghezza della pista ben 429 sono privi di cordolo di separazione», si legge sulla lettera, «con interruzioni lunghe dai 5 ai 40 metri. La pista non è separata fisicamente dalla strada». E non può essere a doppio senso, come è ora.
IL COLLAUDO. «Abbiamo scritto al sindaco», dice Paolucci, «per capire che cosa ha fatto dalla lettera del 23 maggio 2017 visto che le criticità sono rimaste tali. Anzi, è stato fatto un collaudo, che ci pare ora illegittimo. Libertà in Azione non è contraria alle ciclabili, ma devono essere fatte bene. In via Del Mare si sono cestinate migliaia di firme contrarie alla pista, si è messo in ginocchio il commercio e creata un’opera che non rispetta le leggi. La pista deve essere a senso unico, ristretta per dare maggiore spazio alla strada e ai parcheggi».
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