Via del Mare, quarta petizione per togliere la pista ciclabile

7 Marzo 2022

L’Ascom chiede di rimuovere il tracciato: «Troppi incroci lungo il percorso, così è troppo pericoloso» I negozianti in prima linea per trovare l’adesione dei residenti. Il sindaco: «Ora valuteremo il da farsi»

LANCIANO. Una nuova petizione per eliminare o modificare la pista ciclabile in via Del Mare. Ora tocca alla giunta Paolini farsi carico di cercare di risolvere il “problema” dell’opera più avversata e criticata dei 10 anni dell’ex giunta Pupillo: la pista ciclabile di via del Mare. E deve farlo perché in alcuni negozi della strada c’è una raccolta firme avviata da Ascom che ne chiede la rimozione. È la 4° raccolta firme (le precedenti sono state cestinate dall’ex amministrazione) per togliere la pista giudicata pericolosa. «Valuteremo il da farsi: sia i costi per smantellarla che le modifiche per migliorarne la sicurezza», anticipa il sindaco Filippo Paolini.
LA PETIZIONE «Raccolta firme per chiedere da parte delle attività produttive e dei residenti di via del Mare al sindaco Paolini e alla sua giunta, il ripristino dell'arteria suddetta alle condizioni iniziali, ovvero prima dello scempio della cosiddetta “pista ciclabile”». È il testo della petizione che l’associazione Ascom Abruzzo ha lasciato in alcuni negozi di via del Mare per capire da commercianti e cittadini se l’opera più contestata della giunta Pupillo deve o meno essere cambiata. La pista, aperta nel maggio del 2019 dopo oltre 3 anni di lavori un milione di euro spesi, ricorsi, polemiche ha già visto tre petizioni: nel 2015 per la non realizzazione, nel 2017 e 2019 per lo smantellamento perché considerata “illegittima, insicura, pericolosa”. Tutte e tre con centinaia di firme, cestinate dall’ex giunta. Questa è la quarta, la prima per la nuova amministrazione. «Vogliamo innanzitutto sapere dai cittadini cosa pensano dopo tanti anni dell’opera, se c’è ancora l’urgenza di toglierla o modificarla visto che è rimasta per noi insicura, come rilevato dalla polizia municipale, dal ministero, ha interruzioni ogni 20 metri, parcheggi attaccati ai muri», spiega il presidente regionale Ascom Angelo Allegrino. Non solo, spesso la pista non è utilizzata dagli stessi ciclisti soprattutto nella parte che sale sul marciapiede che costeggia l’ospedale Renzetti ed è usata come parcheggio a ridosso del liceo classico, senza dubbio per mancanza di senso civico, ma anche per carenza di parcheggi. «Alla giunta chiediamo se può essere rimossa», riprende Allegrino, «visti i tanti punti critici anche in via Panoramica».
LA GIUNTA «I problemi li ho verificati percorrendo in auto la strada», spiega il sindaco Paolini, «soprattutto uscire dalle intersezioni è veramente pericoloso. Valuteremo sia l’opzione dello smantellamento, tenendo d’occhio il fatto dell’uso di soldi pubblici per la realizzazione, sia i cambi sulla viabilità, in particolare il senso di marcia in via Firenze (che i commercianti chiedono di invertire, ndc). Di certo è un’opera assurda, che addirittura si ritrova da settembre un parco giochi alla fine della via dove i bambini respirano solo i gas di scarico delle auto; sposteremo i giochi in aree più adatte».
INCHIESTE Negli anni sono piovuti diversi esposti finiti anche al ministero dei Trasporti (che ha chiarito di non aver competenza in materia pur chiedendo al Comune di chiudere la via in autotutela) da parte di politici e cittadini sulla via che è ancora sotto inchiesta. Nell’ottobre 2020 il giudice Massimo Canosa infatti ha respinto la richiesta di archiviazione della Procura, ordinato nuove indagini volte a verificare se la ciclabile fosse pericolosa, se ci fossero reati in concorso che coinvolgerebbero anche i responsabili del Comune visti gli incidenti avvenuti, se ci sono stati atti omessi e se l’opera era collaudabile visti i problemi sollevati. Le indagini, dopo due proroghe, sono in dirittura di arrivo.