Via del Ponte insicura e fragile: un incarico per studiare la frana

7 Agosto 2024

La giunta comunale si affida a due tecnici per cercare di frenare il dissesto idrogeologico della zona Bomba: la programmazione già c’è, andiamo avanti. Verna: troppo tardi, la situazione è precipitata

LANCIANO. La giunta Paolini ha affidato gli incarichi per redigere il progetto preliminare di interventi in via Del Ponte da inserire nella piattaforma Rendis (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo). 63.440 euro divisi tra il geologo Michele Menna (39.332,80euro) e l’ingegnere Michele Rocco Carozza, (24.107,20 euro) per redigere lo studio per frenare il dissesto idrogeologico su una delle vie che erano di accesso alla città e una delle zone rosse di Lanciano che conta ben 9 zone ad altissimo rischio idrogeologico e zone a rischio idraulico nel centro storico (area Pietrosa-Diocleziano-Malvò) scoperte nel 2018, su cui intervenire. Un territorio fragile via Del Ponte, di nuovo sotto i riflettori dopo la denuncia di una famiglia che abita sulla via, che nel 2003 dopo l'alluvione che colpì la città ricevette dal Comune un provvedimento verbale per il quale non può mettere piede nel terreno di proprietà su cui sorge la casa perché sta franando e da 21 anni attende l'avvio dei lavori di consolidamento del costone invano. Ora la situazione è precipitata con il giardino che ha visto un abbassamento di 80 centimetri, ha buchi per piccoli smottamenti che richiedono lavori. Richieste avanzate anche da Italia Nostra, fin dagli anni ’90 e dal geologo Luigi Carabba che ha fatto una relazione per la famiglia sul costone dove dal 2003 è in atto una “frana in movimento che non è esaurita” e che richiede interventi urgenti di messa in sicurezza.
«Ho precisato che dovevamo solo formalizzare gli incarichi che abbiamo fatto ora per via del Ponte, come è stato fatto nei giorni scorsi per Madonna del Carmine e Sant’Amato», precisa l'assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba (FdI). «Questo significa che abbiamo già fatto una programmazione sulle frane, inserito i fondi; non è una risposta a quanto sta accadendo in via del Ponte. Che rientra in uno dei lotti in cui abbiamo dovuto spacchettare lo studio di fattibilità da 12 milioni per le frane in centro, come detto dalla Regione, perché non avrebbe mai ottenuto il finanziamento. Andiamo avanti».
Di diverso avviso la minoranza consiliare e Giacinto Verna, consigliere di Azione. «Nelle priorità della giunta Paolini il dissesto idrogeologico e idraulico non c’è», dice Verna, «si sta accelerando ora che la situazione è precipitata, che è stato sollevato il problema anche dalle famiglie di via del Ponte. Sono felice che ci si stia muovendo redigendo schede tecniche di fattibilità da inserire nel Rendis, ma visto che si tratta di studi, seppur approfonditi, e non di progetti esecutivi si potevano affidare almeno 2 anni fa. Secondo noi i 600mila euro necessari per la progettazione esecutiva dello studio della dirigente di 12 milioni di euro sulle frane in centro si potevano recuperare dal capitolo di bilancio 40 607 e l’avevamo consigliato; ma proprio perché per loro non è una priorità il dissesto non l'hanno fatto. Negli ultimi bilanci, anche quello approvato a maggio 2024 a differenza di quanto afferma l'assessore Bomba poi non ci sono i soldi per gli incarichi, per gli studi più puntuali per le frane. Li hanno recuperati ora. Si rincorrono sempre gli eventi».
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